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Polizze professionali a rischio – Si avvicina sempre di più la deadline che farà scattare l’obbligo di stipula della polizza RC professionale, prevista dal D.P.R. 137/2012. Secondo il decreto, infatti, dal prossimo 15 agosto ci sarà l’obbligo per i professionisti di contrarre la proroga assicurativa. Vi sono però diversi problemi che paventano una possibile proroga; in particolare sale la preoccupazione delle categorie per una norma che rischia di avere un impatto negativo anche in termini economici. La normativa prevede che i professionisti iscritti negli Albi sottoscrivano una polizza per la responsabilità civile. L’obbligo (che dovrà essere assolto entro il prossimo 15 agosto da tutti coloro che sono iscritti ad un albo professionale e che oggi non hanno ancora provveduto) nasce con l'art. 3, comma 5, lett. e), del D.L. 13.8.2011, n. 138, e viene confermato con la conversione nella legge 14.9.2011 n. 148. Una regolamentazione dell'obbligo avviene con il D.P.R. 137/2012 con il quale è peraltro stabilita una proroga annuale dell'obbligo dall'agosto 2012 all'agosto 2013.
Evidenza nell’assunzione dell’incarico - Tra le incombenze che ricadono sui professionisti e le società professionali vi sarà anche quella di far conoscere ai clienti, evidenziandolo al momento dell'assunzione dell'incarico, come previsto dal regolamento, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva. La violazione di tale dovere costituirà un illecito disciplinare.
Le problematiche – L’entrata in vigore della disposizione che prevede la polizza obbligatoria tuttavia non sembra essere esente da problemi. In particolare è stato evidenziato che la regolamentazione lascia scoperto il confine della prestazione professionale da assicurare, così come quello dei rischi connessi, delle franchigie e dei massimali in rapporto al fatturato del professionista. A questo si aggiunge un dato da sempre contestato dalle categorie, cioè che le assicurazioni non sono obbligate a stipulare una polizza professionale, e oggi magari solo per incrementare i clienti, sono disposte a concedere premi ridotti per poi, in assenza di opportuni controlli e vista l'obbligatorietà, aumentarli a dismisura negli anni successivi.
Necessaria una proroga? – Secondo il presidente del CUP Napoli, Maurizio De Tilla, sarebbe necessaria una proroga, “l'obbligatorietà dell'assicurazione sarà un grande business per le compagnie di assicurazione” e “le categorie professionali non hanno ricevuto criteri, massimali, informazioni sui dubbi e sulle questioni controverse che possano permetterci di tranquillizzare una platea di due milioni e mezzo di professionisti”. Inoltre, a parere del presidente del CUP nazionale, Maria Calderone, ci dovrebbe essere solo una proroga tecnica per dare supporto reale a quelle che sono le esigenze degli ordini professionali nella fase conclusiva di definizione delle convenzioni assicurative. Sull'incertezza della norma, in particolare della prestazione professionale, dei massimali in rapporto al fatturato e dei rischi connessi da assicurare, concorda anche Inarsind, il sindacato di ingegneri e architetti che ha chiesto il rinvio dell’obbligo assicurativo inviando una lettera al presidente del Consiglio, e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico. Non sembra concordare sulla ulteriore proroga invece, Armando Zambrano, presidente del Pat, professioni di area tecnica, convinto che il tempo per adempiere a questo obbligo ci sia stato, affermando che le professioni di area tecnica sono già pronte con convenzioni o pacchetti completi per rispondere adeguatamente alle esigenze dei professionisti, ed evidenziando il fatto che la norma oltre a rappresentare un obbligo per il professionista rappresenta anche una sua forma di tutela.