15 maggio 2012

Professionisti: scattano i controlli

Tenore di vita e movimenti finanziari anomali all’attenzione del Fisco
Autore: Redazione Fiscal Focus

Premessa – Medici, architetti, avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, consulenti: sono questi i professionisti che evadono maggiormente il fisco. Nei primi quattro mesi dell'anno le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio studi e ambulatori, loft di architetti e uffici di notai. Risultato: circa 190 milioni di imponibile Irpef nascosto al Fisco, 32 milioni di Iva non pagata e 2.000 i professionisti circa coinvolti, sparsi per l'intero territorio nazionale, da Nord a Sud, dai piccoli centri alle grandi città. Sotto la lente delle Fiamme gialle sono infatti finite le posizioni di quei professionisti ritenute fiscalmente pericolose, quelle cioè più a rischio di evasione, individuate dopo l’analisi, l'approfondimento e l'incrocio di informazioni ricavate dall'azione di intelligence, dal controllo economico del territorio, dalle banche dati del Nucleo speciale entrate della Gdf.

La selezione – Ed è infatti la fase preliminare quella più importante nell’attività di controllo dei professionisti e che può permettere di raggiungere un risultato di successo. Tra le attività preliminari da effettuarsi in ufficio, particolare importanza riveste il reperimento puntuale di tutti i dati disponibili in archivio. Si tratta, per lo più, di attività ricognitiva rivolta verso le fonti interne di conoscenza, affluite attraverso l'Anagrafe Tributaria o trasmesse all'ufficio da altri soggetti o enti, che si possono rivelare utili per l'inquadramento dell'attività oggetto di controllo.

Dove ricercare i dati – I dati sono stati acquisiti mediante la consultazione di tutte le informazioni possibili dall'archivio dell'Anagrafe Tributaria, sia in ambiente tradizionale che web, attraverso interrogazioni sintetiche e selettive. Di notevole interesse è l’interrogazione e la consultazione degli atti rilevanti ai fini dell’imposta di registro, nonché dei dati disponibili al sistema informativo dell’IVA, riguardanti le dichiarazioni di inizio attività e delle eventuali variazioni (art. 35 del D.P.R. n. 633/72); l’acquisizione delle dichiarazioni, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, relative agli anni sottoposti al controllo, disponibili in linea; la consultazione dei precedenti fiscali: controlli già effettuati a qualunque titolo, inclusione in liste selettive, osservazione dell'andamento del reddito dichiarato quanto meno nel triennio precedente all'annualità oggetto di controllo e l’acquisizione di eventuali segnalazioni.

Capacita contributiva – Nei controlli che sono stati fatti nei primi mesi dell’anno nei confronti dei professionisti le informazioni erano dirette a ricostruire la capacità contributiva del soggetto. Sono stati controllati quindi dati quali il possesso di auto, imbarcazioni, residenze secondarie, spese che comunque denotino un elevato tenore di vita del professionista e del suo nucleo familiare. Tali indici sono stati attentamente esaminati, ancorché riferibili al professionista per interposta persona, fisica o giuridica. A tal fine, oltre ai doverosi controlli da effettuarsi per mezzo dell’Anagrafe Tributaria, si è attinto a fonti diversificate sul territorio.

Movimenti finanziari – Il secondo parametro utilizzato per selezionare i soggetti da controllare sono stati i movimenti finanziari effettuati nei conti correnti. Non a caso, è stata la stessa Agenzia delle Entrate (si veda la circolare 21/E/2011) a prevedere un massiccio impiego delle indagini finanziarie già a livello istruttorio, accompagnate da un’adeguata campagna di accessi brevi, finalizzati alla verifica del rispetto degli obblighi strumentali.

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