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Facilitare l’accesso al mercato europeo - Riconoscere la peculiarità dei professionisti. Questo chiede il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stalla, alle politiche europee. In sostanza, l’opinione del leader delle libere professioni italiane, è che l’Europa non possa rimanere inerme davanti alla sempre più determinante presenza dei professionisti e delle loro competenze nei diversi settori economici dell’Unione. E proprio al fine di veder riconosciuto questo ruolo e una simile importanza, nell'ambito del Piano d'azione Imprenditorialità 2020, è stato istituito presso la Commissione europea un gruppo di lavoro che dovrà mettere in evidenza le specifiche necessità delle categorie professionali, facendo in modo di spianare la strada togliendo di mezzo gli attuali ostacoli che ad oggi impediscono o rendono difficile ai professionisti l’accesso al mercato, quindi la crescita e l’espansione in ambito europeo. Ciò anche a ragione del fatto che le competenze e le professionalità delle categorie intellettuali sono state altresì riconosciute dal commissario Antonio Tajani.
Le politiche nazionali – Ora, se da un lato l’Europa sta prestando particolare attenzione alle esigenze delle professioni, sul fronte nazionale Gaetano Stella rileva invece uno scarso interesse caratterizzato anche da poche azioni forti a sostegno dei professionisti. Soprattutto nel nostro Paese, il presidente della Conferenza delle libere professioni italiane ha avuto modo di avvertire un evidente ritardo culturale che non dà modo ai professionisti di diventare parte attiva e integrante della crescita, in quanto gli stessi sono generalmente assenti o poco presi in considerazione dalle politiche che mirano allo sviluppo e alla ripresa economica. Il compito dell’Europa, al cospetto di tante molteplici politiche nazionali, spesso deboli, dev’essere quindi quello di promuovere un forte sistema omogeneo che sani le lacune e rafforzi i punti strategici.
Semplificazione, sburocratizzazione e accesso al credito – Le parole chiave, secondo il presidente Stella, del Piano d'azione sono essenzialmente la semplificazione e la sburocratizzazione. Creando delle vie operative meno dogmatiche e allentando la morsa sugli adempimenti, spesso ridondanti, nonché facilitando gli step di accesso al mercato globale, i professionisti potranno operare facendo accrescere non solo i propri interessi, ma anche quelli dell’economia statale e comunitaria. Per tali ragioni Gaetano Stella auspica una produttiva collaborazione tra i rappresentanti delle diverse categorie e le istituzioni, queste ultime nello specifico sono chiamate ad aprire il confronto. Per quel che concerne l’accesso al credito, è evidente che si tratta di un aspetto che i professionisti devono condividere, in qualità di grave fardello, con imprese (soprattutto medio-piccole) e famiglie, per le quali è sempre più arduo accedere al credito. L’idea di Gaetano Stella, volta a facilitare l’accesso al credito per i professionisti, è quella di introdurre delle politiche di finanziamento che alimentino l’aggregazione tra professionisti e il sistema di rete tra il mondo imprenditoriale e quello professionale. I Fondi europei per crescita e sviluppo e il finanziamento dei fondi di garanzia dei Confidi sarebbero i punti di partenza per avviare un simile processo.