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Una nuova speranza - In questo periodo di crisi che ha colpito non solo il mondo imprenditoriale, quanto anche quello delle libere professioni, un intervento comunitario apre la strada a una nuova speranza di ripresa. Finora esclusi dalla possibilità di beneficiare dei contributi dell’Unione europea, per i liberi professionisti italiani la marcia potrebbe invertirsi, lo ha affermato nei giorni scorsi Antonio Tajani, commissario all’Industria e vicepresidente della Commissione europea.
L’apertura ai professionisti – Si tratterebbe quindi di una buona notizia cha ha tutto il sapore dell’apertura nei confronti di una categoria di lavoratori autonomi che ha fortemente risentito delle conseguenze negative dovute al lungo periodo recessivo. In sostanza, in base a quanto affermato dal commissario Tajani, in sede europea si starebbe affrontando l’elaborazione di un programma ad hoc, messo a punto in maniera esclusiva per i liberi professionisti. Il concetto di fondo di quest’apertura al mondo professionale è che i professionisti dei Paesi dell’Unione dovrebbero essere indicati alla stregua delle imprese. Si tratta quindi di realtà imprenditoriali in piena regola, pertanto dovrebbero godere delle medesime agevolazioni. Proprio perché assimilabili a realtà aziendali, i liberi professionisti possono essere considerati a pieno titolo dei soggetti ai quali destinare le risorse di un fondo. Tra i progetti citati dal commissario all’Industria e vicepresidente della Commissione europea ne figurano due che sembrerebbero fare al caso dei professionisti; si tratta, nello specifico, del piano Cosme, che ha in dotazione 2,3 miliardi di euro finalizzato all’incremento della competitività nelle Pmi, e del progetto Orizzonte 2020, con 80 miliardi di euro per l’innovazione e la ricerca. I professionisti sono dunque anche imprenditori. A ben vedere, si tratta di un platea composta da quasi quattro milioni di lavoratori autonomi (3,7) con un giro d’affari di 560 miliardi di euro e la gestione e creazione di ben 11 milioni di posti di lavoro.
Le prospettive – Questo esemplare punto di partenza fa ben sperare quindi in merito a immediate prospettive favorevoli ai liberi professionisti. È possibile quindi che in un futuro non troppo lontano anche questa categoria di lavoratori autonomi possa accedere ai fondi istituiti apposta per loro, con le relative indicazioni per quel che concerne le modalità di accesso agli stessi. L’auspicio è che, contestualmente alla creazione di sostegni economici di tale natura, possa mettersi in cantiere anche un parallelo processo di confronto, vale a dire delle tavole rotonde analoghe a quelle ideate per i fondi destinati alle imprese, nelle quali i professionisti, tramite i rispettivi rappresentanti, possano esprimere il proprio parere mettendo in risalto le esigenze, i punti di forza e le problematiche. Questo è l’auspicio della Cgia di Mestre, ma rappresenta anche una nuova via per quella ripresa della quale il nostro Paese ha tanto bisogno, in tutti i settori economici e produttivi, compreso quello delle libere professioni.