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Sul decreto - Lo aspettavamo per fine maggio, ma il mese si è concluso e del decreto a firma del presidente del Consiglio contenente disposizioni in merito alla proroga di Unico 2012 non è arrivato. In sostanza, alla luce di una prassi annualmente consolidata, contestualmente al termine del tempo disponibile per versare le imposte riguardanti le dichiarazioni dei redditi, il governo stabilisce un posticipo di venti giorni dei termini di pagamento. Se tale proroga fosse effettivamente confermata in via ufficiale, la scadenza del 16 giugno (che è stata differita al 18, poiché primo giorno feriale disponibile, in quanto il 16 cade di sabato) verrebbe posticipata al 9 luglio, senza la maggiorazione, e quella del 10 luglio al 20 agosto, però in questo caso ci sarà la maggiorazione dello 0,40%. I beneficiari di tale proroga saranno tutte le persone fisiche (e non) soggette agli studi di settore. Inoltre, il decreto, qualora l’emanazione venisse ufficializzata e non affidata esclusivamente a mezzo stampa, potrebbe contenere le disposizioni per il rinvio valide solo per coloro ai quali si applicano gli studi di settore, ma ciò non toglie che il testo definitivo possa anche includere coloro che dagli studi non sono coinvolti. Intanto, però, di questo decreto non se ne vede neanche l’ombra, a parlarne finora sono stati solo gli organi d’informazione e una siffatta situazione ha fatto impensierire, e non di poco, i commercialisti italiani.
Il clima d’incertezza - “Saranno almeno 10 giorni - tuona il presidente del Cndcec, Claudio Siciliotti - che sulla stampa è uscita la notizia che è alla firma del Premier Monti il DPCM che dispone una proroga inevitabile, stante i ritardi nel rilascio dei software. Siamo ben consapevoli di quante cose di assai maggiore importanza deve occuparsi il Governo e il suo Primo Ministro, ma proprio perché si tratta di un atto praticamente dovuto, tanto più arrivati a questo punto, lo si renda ufficiale e basta”. In definitiva, i commercialisti non possono continuare a stare in bilico senza sapere effettivamente come procedere ed entro quale data compiere i corretti adempimenti. I toni di Siciliotti non sono per nulla concilianti e non perché il leader della categoria voglia dichiarare guerra alla sede governativa, bensì perché ha potuto toccare con mano l’incertezza e l’instabilità nella quale gli studi dei commercialisti e degli esperti contabili sono costretti a lavorare in questo periodo. Si sa che la proroga ci sarà, ma non si ha ancora la conferma ufficiale, quindi bisogna procedere come se non ci fosse. Sembra un labirinto burocratico del quale potrebbero farne le spese i contribuenti. “Formalizzate questa benedetta proroga, non è possibile lavorare in questo perdurante clima di incertezza”.
Come uscirne - “Quando la carenza dei necessari strumenti rende assolutamente necessaria una proroga - conclude il presidente Siciliotti - per chi lavora anche dodici ore al giorno c’è solo una cosa peggiore della sua mancata concessione: il suo tempestivo annuncio e poi la sua intempestiva approvazione”. Dunque, l’unica possibile via d’uscita da una situazione controversa come quella venutasi a creare risulta essere l’immediata emanazione del tanto atteso decreto. Gli studi, dai più piccoli ai più grandi, non possono permettersi di attendere ancora nell’incertezza perché le incombenze sono tante e una possibilità di snellire il lavoro spalmandolo su un lasso di tempo leggermente più lungo sarebbe utile non solo ad essi, ma anche e soprattutto agli utenti che vi si rivolgono quotidianamente.