29 gennaio 2013

Quando a difendere è il commercialista

L’ANDC sottolinea i successi della categoria esaminando le statistiche MEF taciute dalle Entrate.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le stime e il silenzio dell’Agenzia - Non è passata inosservata in questi giorni la notizia tra le righe in base alla quale i commercialisti sarebbero dei cattivi difensori per i proprio clienti. Ma non è così e a parlare sono i dati oggettivi emersi proprio dalle statistiche del Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblicate in occasione dell’annuale relazione sul monitoraggio del contenzioso fiscale. Nell’anno 2011, secondo simili stime, i commercialisti del nostro Paese hanno egregiamente difeso i propri clienti erroneamente accusati di evasione fiscale. A segnalare il caso è l’ANDC, che ha voluto porre in risalto proprio i numeri soddisfacenti prodotti dalle difese condotte dai commercialisti; in tale occasione la sigla sindacale intende altresì focalizzare l’attenzione sul totale silenzio dell’Agenzia delle Entrate che “non ha reso note le informazioni statistiche per l'annualità 2011: di esse non v’è traccia né nella relazione sul monitoraggio sopra citata, né nel rapporto annuale sul recupero dell’evasione”.

I risultati - Le stime del MEF hanno in realtà messo in luce come l’assistenza prestata dalla categoria fiscale abbia permesso di “scoprire 86.312 casi di contestazioni riconosciute totalmente illegittime e 25.154 casi di contestazioni parzialmente illegittime in sede di giudizio di primo grado, e rispettivamente 24.715 e 4.840 casi di contestazioni totalmente o parzialmente illegittime in sede di giudizio di secondo grado”.

Il dettaglio degli obiettivi raggiunti
- Questi numeri tanto soddisfacenti per i commercialisti, come abbiamo visto non hanno trovato la debita pubblicizzazione da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Si è trattato però di un silenzio inconsueto, perché gli Uffici hanno notificato ogni anno simili notizie. “Richiamandoci all’anno precedente ove invece tali statistiche erano incluse (fonte MEF Relazione monitoraggio Contenzioso 2010), e limitandosi ad esaminare le sole contestazioni emesse dall’Agenzia delle Entrate – continua l’ANDC - i commercialisti italiani hanno contribuito a scoprire altri 59.898 accertamenti illegittimi annullati direttamente dall’Agenzia ‘in autotutela’ per un totale di imposta ingiustamente contestata di € 283 milioni, e altri 82.742 accertamenti parzialmente illegittimi con una riduzione delle imposte contestate di 2 miliardi (imposte contestate per 4.011 milioni, definite per 2.040 milioni). Nel complesso, i commercialisti italiani hanno scoperto i un anno oltre 150.000 casi di contribuenti ingiustamente tacciati di evasione, riconosciuti innocenti o direttamente dall'Agenzia o in sede giudiziaria, al ritmo di circa 600 casi di ingiustizia fiscale al giorno”. In definitiva, pur senza pubblico riconoscimento, i commercialisti hanno svolto con dignità ed efficienza i propri mandati, tutelando sia i contribuenti sia il Fisco italiano.

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