20 giugno 2013

Reddito autonomo per le stp

Stp con regime fiscale degli studi associati, la misura è inserita nel pacchetto sulle semplificazioni.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Stp e reddito autonomo - Da qualche giorno balza da più parti una buona nuova sulle società tra professionisti, che ha trovato conferma ieri con il decimo Consiglio dei ministri del governo Letta. La notizia mette infatti a tacere i dubbi sorti in merito alla disciplina sul regime fiscale. Si ricorda pertanto che, pur introducendo un nuovo strumento utile a incrementare l’imprenditoria professionale con l’estensione del capitale a soci esterni anche non appartenenti a ordini professionali, l’art. 10 della Legge 12 n. 183/2011 nulla aveva disposto per quel che concerne la questione del reddito prodotto a mezzo di questa forma societaria. Da ieri invece si è palesata la possibilità di assoggettare i redditi prodotti da società professionali al regime fiscale adottato per il reddito autonomo. Lo stabilisce dunque il pacchetto sulle semplificazioni, secondo il quale alle società tra professionisti verrà applicato quindi il regime fiscale proprio degli studi associati.

Niente più dubbi - A sciogliere i nodi sul regime fiscale delle società tra professionisti è quindi il ddl sulle semplificazioni, secondo il quale le società tra professionisti sarebbero produttrici di reddito di lavoro autonomo, anche nel caso in cui la loro organizzazione non fosse nella forma delle società di capitali. Si tratta, a ben vedere, di un enorme passo avanti per le società tra professionisti e per quei soggetti che vorrebbero costituirne una, tuttavia incontrano ancora remore poiché temono di dover rinunciare alla classificazione di lavoratori autonomi. Infatti non si tratta di un capriccio dei professionisti, in quanto nel caso in cui i soci delle stp non dovessero esser più considerati lavoratori autonomi si dovrebbe poi ridiscutere anche la loro iscrizione alle Casse di previdenza di riferimento della categoria alla quale appartengono. È chiaro quindi che una simile proposta darà slancio alla costituzione di un numero maggiore di società professionale, poiché i soci professionisti si sentiranno protetti (e lo sarebbero anche i loro redditi) dalla specifica norma tributaria.

L’opinione dei professionisti - Dalle professioni arriva il plauso del presidente del Comitato unitario, Marina Calderone, già leader dei consulenti del lavoro. Il parere della Calderone è che un simile intervento normativo andrebbe a rinforzare l’intenso confronto già attivato con l’Agenzia delle Entrate, colmando altresì un vulnus sul quale per troppo tempo il governo aveva taciuto generando confusione tra i professionisti. “L’incertezza sulla qualificazione tributaria del reddito delle Stp avrebbe impedito il decollo di questo istituto; la qualificazione come impresa avrebbe invece tolto linfa vitale alle Casse di previdenza, che avrebbero perso una larghissima fetta del volume d’affari su cui calcolare i contributi compromettendo l’equilibrio e la sostenibilità del sistema”, ha concluso il presidente del Cup.

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