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La novità - In novembre il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali era intervenuto con l’interpello n. 42/2011 in materia di garanzie previdenziali in merito alla malattia, maternità e assegna al nucleo familiare estendibili anche agli iscritti alla gestione separata. Inoltre, è stato stabilito che gli unici soggetti esclusi saranno coloro che sono iscritti a forme previdenziali obbligatorie o se pensionati. In passato, però, l’Inps si era espresso in maniera ben differente, portando così l’interpello a modificare quanto disposto dall’istituto di previdenza. A ben vedere, con l'indirizzo n. 12768/2007 l’Inps non ammetteva che la tutela previdenziale potesse essere estesa a categorie quali i professionisti senza cassa. Esclusione, questa, contemplata anche nella finanziaria 2007, ma che dal primo gennaio 2012 non potrà più essere osservata.
La norma - Così, dal 1° gennaio dell’anno in corso, i professionisti non iscritti a casse private avranno un aumento di tutele. In effetti, dal punto di vista amministrativo, il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha autorizzato una nuova normativa in linea con l’interpello di novembre. La disposizione andrebbe a confermare, pertanto, il riconoscimento dei diritti di tutela della malattia, della maternità e dell'assegno al nucleo familiare per gli iscritti alla gestione separata, pur vagliando la sola esclusione di quanti siano iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria, oltreché dei pensionati. In maniera indubbia, questa intenzione di rendere effettiva in misura piena quanto già comunicato con l’interpello n. 42/2011 risponde alle esigenze e alle richieste di non poche associazioni di professionisti liberi da qualsiasi legame con le Casse previdenziali, che a partire dal 2007 avevano vissuto l’esclusione come un’ingiustizia gratuita. Il fatto è che tra il 2007 e il 2012, a parità di contribuzione, le prestazioni garantite erano differenti, anzi per gli iscritti alla gestione separata erano inesistenti.
Le associazioni dei non iscritti - Tra le sigle professionali che hanno espresso maggior soddisfazione in vista dell’autorizzazione, per via amministrativa, di quanto disposto dall’interpello novembrino è l’Associazione dei liberi tributaristi italiani. In effetti, il tema del riconoscimento delle tutele previdenziali è sempre stato un tassello importante delle attività svolte dall’Associazione. Secondo quanto espresso dai rappresentanti dei professionisti non appartenenti alle Casse private, le norme successive al 2006 erano delle vere e proprie violazioni al diritto costituzionale di uguaglianza tra i cittadini. “Oggi finalmente il legislatore è intervenuto a darci ragione - ha commentato il presidente Lapet, Roberto Falcone - Non solo, la violazione è stata così palese che, per estensione delle tutele di cui all’art 1 c.788 legge del 27 dicembre 2006 n 296, il giudizio sul mio ricorso è stato superato per cessata materia del contendere. Sebbene la relativa aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche è aumentata di un punto percentuale, pur rappresentando questo un onere molto gravoso, quantomeno oggi tutti possono godere degli stessi benefici assistenziali”.