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Riforma e coinvolgimento - L’Italia si avvicina a una radicale riforma della giustizia civile e i commercialisti pretendono di essere coinvolti in questo processo epocale che, si spera, stravolgerà in senso positivo l’assetto attuale. Proprio in vista di una partecipazione concreta al processo, la categoria presieduta da Gerardo Longobardi ha comunicato il pieno sostegno al lavoro della squadra esecutiva, al fine di rendere la giustizia civile moderna, efficace e molto più snella di quella che siamo abituati a conoscere. Il sostegno espresso dai commercialisti si trascina dietro la chiara quanto legittima pretesa di una valorizzazione del ruolo e delle competenze finalizzata a un’altrettanto cospicua contrazione dell’arretrato.
Le proposte dei commercialisti – Alla luce della necessità di una giustizia svecchiata, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili ha inviato al Ministero della Giustizia un documento contenente le proposte della categoria. Tale rapporto rappresenta uno dei primi atti portati avanti dalla nuova squadra direttiva dopo l’insediamento avvenuto nelle scorse settimane. Sul punto, il neopresidente Gerardo Longobardi ha sottolineato che “i commercialisti hanno nella propria formazione una spiccata tendenza alla ricerca di soluzioni stragiudiziali delle controversie e si sono mobilitati negli scorsi anni per il successo dell’istituto della mediazione, formando più di ottomila mediatori e dando vita ad un network di oltre 80 Organismi di mediazione, anche con Camere Arbitrali, di espressione ordinistica, dislocati su tutto il territorio nazionale e coordinati dalla Fondazione Adrcommercialisti”. Il pacchetto di proposte illustrato dal Consiglio direttivo della categoria si è quindi focalizzato sulla necessità di incentivare lo sviluppo degli strumenti stragiudiziali, tant’è che il tema sarà uno dei focus centrali dell’incontro previsto per metà settembre tra Longobabardi e il ministro Orlando.
Arbitrato e negoziazione assistita – Il documento che il Consiglio nazionale ha inviato al Ministero della Giustizia include proposte volte non solo a suggerire migliorie al sistema, quanto anche a valorizzare il ruolo del commercialista alla luce anche delle competenze riconosciute dal legislatore. Proprio per tale ragione e in virtù delle non poche speranze nutrite in merito, Longobardi ha evidenziato il giudizio positivo circa le predisposizioni tese a snellire il ricorso all’arbitrato e alla negoziazione assistita, in merito alle quali il presidente che “sia estesa anche ai commercialisti, oltre che agli avvocati, la possibilità di essere nominati componenti del collegio arbitrale e di poter fornire assistenza nella negoziazione. Sarebbe paradossale non consentire di svolgere queste funzioni anche alla nostra categoria, proprio nel momento in cui si lancia una sfida tanto importante per una giustizia più giusta, più veloce e più vicina a quei cittadini contribuenti e a quelle imprese che quotidianamente si avvalgono della consulenza dei commercialisti”.