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La consulenza stragiudiziale - I professionisti senz’albo ormai hanno carta bianca per molte attività, tuttavia ve ne rimangono alcune che rimangono appannaggio delle regolamentate. Una di queste è la consulenza stragiudiziale che la riforma della professione forense (n. 247/2012) è riuscita a far rimanere ben ancorata alla rosa di prestazioni professionali erogate in via esclusiva dagli avvocati. In questo senso la legge di riforma salva solo le competenze stabilite per legge alle professioni regolamentate o agli uffici legali delle aziende.
Attività esclusiva - L'attività professionale di consulenza legale, secondo quanto disposto dalla Legge n. 247/2012, sarà esclusivo appannaggio degli avvocati. Tale norma non potrà essere scalfita neanche dalla disciplina sulle professioni non regolamentate, ossia la Legge n. 4/13. Una simile esclusività per gli avvocati deriva dal fatto che quando la consulenza stragiudiziale viene svolta in maniera continuativa, sistematica e organizzata sottoforma di consulenza legale e assistenza legale stragiudiziale, questa risulta connessa all’attività giudiziale, quindi alla prestazione professionale erogata dall’avvocato. Quindi si denota un’esclusività sia in merito alle finalità della prestazione sia per quel che concerne le modalità di svolgimento della stessa.
I professionisti regolamentati – Vi sono però delle categoria regolamentate, ossia rispondenti ad albi e collegi, che possono svolgere tale attività, a patto che però vi sia una riserva espressa e specifica in favore di siffatte professioni. In altri termini, i casi in cui la riforma forense, all’art. 2, co. 6, permette le eccezioni a beneficio di altre categorie sono due: 1) che si sia al cospetto di categorie regolamentate; 2) che si tratti di competenze espressamente individuate rispetto a specifici settori del diritto. Un esempio può essere portato in merito alla categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. In questo caso si potrebbe riconoscere una competenza specifica in materie quali l’economia aziendale e il diritto d'impresa, ma più in generale nelle materie economiche, finanziarie, tributarie, societarie e amministrative.
La consulenza legale d’azienda – Abbiamo visto che un’ulteriore eccezione riguarda gli studi legali interni alle aziende. In questo caso si sottolinea che la riforma dell’attività forense ha previsto la possibilità di instaurare rapporti lavorativi subordinati o di prestazione continuativa e coordinata che possono avere come oggetto la consulenza e l'assistenza legale stragiudiziale, a patto che le prestazioni siano effettuate a favore esclusivo del datore di lavoro o dell’azienda in generale.
I senz’albo – Ovviamente le professioni non regolamentate non hanno visto di buon occhio tale restrizione nei loro confronti. Il loro parere è che, prima che la vertenza venga sottoposta al legale, essi possano comunque svolgere la consulenza stragiudiziale. Purtroppo però questa precisazione parrebbe dare ragione proprio agli avvocati, poiché se la vertenza deve passare a un legale vuol dire che vi è correlazione tra attività giudiziale e stragiudiziale. Indubbiamente, la posizione del Cna Professioni è che una tale presa di posizione possa avere ricadute negative, ad esempio, su professionisti come i patrocinatori stragiudiziali e gli esperti di infortunistica. Staremo a vedere gli eventuali risvolti della situazione.