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Ore d’attesa, dopo gli incessanti appelli lanciati da tutte le associazioni ed i sindacati di categoria nella giornata di ieri. Ma la notizia è alfine giunta, ed è quella sperata: il MEF ha concesso la proroga al 6 luglio del termine per i versamenti di Unico 2016 per i contribuenti soggetti agli studi di settore.
Si dice in proposito soddisfatto il Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Gerardo Longobardi, accentuando la sensibilità dimostrata dal MEF verso i continui appelli e le sollecitazioni che i commercialisti gli hanno rivolto affinché considerasse le enormi difficoltà connesse agli incombenti di questo periodo, rimarcando altresì quanto sai stato comunque determinante l’impegno costante del Consiglio, sia come portavoce dei professionisti che come interlocutore tanto del Ministero che dell’Agenzia delle Entrate.
Il solo rammarico viene espresso per l’intempestività dell’intervento, che avrebbe invece maggiormente giovato qualora fosse giunto prima che si determinasse una condizione di affanno nel lavoro dei commercialisti piuttosto che così a ridosso della scadenza.
Confida tuttavia, il Presidente, nell’utilità dell’opera che il Consiglio continuerà a svolgere nel rafforzare il rapporto di interlocuzione con le Istituzioni, mantenendo saldo e chiaro l’obiettivo di realizzare risultati più completi e d’efficienza sul piano delle semplificazioni.
Preme infatti sottolineare – come ha ricordato Longobardi – la necessità che per il futuro si intervenga non più in emergenza con provvedimenti specifici e contingenti, ma che – come priorità indifferibile ed ineludibile - l’intero calendario delle scadenze fiscali venga riorganizzato, e – più in generale – si operino interventi di portata complessiva.
E puntando sul dialogo costruttivo e costante ormai instauratosi tra il Consiglio nazionale, il Ministero dell’Economia e l’Agenzia delle Entrate, Longobardi auspica un confronto proficuo sui detti temi, intravvedendo in quel positivo rapporto “un’occasione da non sprecare”.