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Addio al Garante - Secondo quanto sembrerebbe disporre la legge di stabilità al vaglio parlamentare, dal prossimo primo gennaio 2014 il Garante del contribuente, istituito dalla Legge n. 212/00, decadrà dalle sue funzioni. Nello specifico, l’articolo 13 dello Statuto del contribuente prevedeva la presenza di questa figura in ciascuna Direzione Regionale delle Entrate dislocata sul territorio nazionale e anche presso le Direzioni delle entrate delle province autonome. Ora, in base a quanto verrà disposto dalla citata legge di stabilità, le funzioni del Garante passerebbero al Presidente della Commissione Tributaria Regionale.
Il parere del Coordinamento unitario commercialisti - Sul punto sono intervenute le sigle del Coordinamento unitario delle associazioni di categoria di dottori commercialisti e degli esperti contabili. Adc, Aidc, Anc, Andoc, Ungdcec e Unico, riunite venerdì scorso a Pisa in occasione del convegno nazionale “Pacchetto professioni”, hanno esposto il proprio sdegno nei confronti della disposizione. Le sigle, in riferimento al passaggio delle funzioni al presidente della CTR, hanno evidenziato come tra le funzioni proprie di quest’ultimo e quelle del Garante vi sia un’incompatibilità di natura ontologica, in quanto lo stesso organo sarà investito del duplice compito di rappresentare le doglianze del contribuente e di esaminarle in sede giudiziaria. A sostegno della tesi circa l’incompatibilità ontologica, le associazioni di categoria hanno rilevato che “la funzione del garante, già depotenziata dalla trasformazione da organo collegiale – più consono alla natura di organo di garanzia – ad organo monocratico, è così destinata ad una soppressione di fatto, non essendo cumulabile tale funzione con quella giudiziaria, entrambe gravose ed impegnative”, aggiungendo che un simile carico di funzioni anche diverse tra di loro può minare la terzietà e la conseguente credibilità che dovrebbero essere riconosciute in maniera inopinabile e incontestabile all’organo giudiziario e al suo esercizio giurisdizionale. Inoltre, considerando che la decisione di accorpare le funzioni a quelle del presidente della CTR, con l’annessa soppressione del Garante del Contribuente, è stata giustificata dalla necessità di contrarre i costi della spesa pubblica, il Coordinamento unitario delle sigle di categoria osserva che tali motivazioni non sembrano affatto appropriate “ove si consideri che la spesa necessaria per il funzionamento dell’attuale ufficio del garante in tutte le regioni ammonta complessivamente ad euro 384 mila, al netto delle imposte, somma pari agli emolumenti corrisposti a non più di due alti dirigenti ministeriali”. Per tale motivo le associazioni alle quali fanno riferimento i dottori commercialisti e gli esperti contabili sottolineano che non si può rinunciare al Garante del Contribuente, in quanto questo rappresenta attualmente un presidio essenziale per la tutela del contribuente in virtù delle “innovazioni più significative introdotte dallo statuto del contribuente”.
Chi è il Garante del Contribuente – Dunque, almeno finché le disposizioni contenute nel disegno di legge sulla stabilità non entreranno in vigore, il Garante del Contribuente è il tutore dei diritti dei contribuenti. Ad esso è stato infatti riconosciuto il compito di raccogliere le segnalazioni inoltrate dai cittadini/contribuenti o da altri soggetti interessati e di inoltrarle, sottoforma di raccomandazioni, agli Enti impositori al fine di richiamarli al rispetto della Legge n. 212 del 2000.