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Difficoltà per il settore turistico - Ancora una volta il nuovo team del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili si è soffermato su questioni inerenti alla recente legge di stabilità. In questa occasione il tema posto in analisi riguarda la deducibilità dalla base imponibile ai fini IRAP delle spese per lavoro dipendente. Il compito di illustrare la posizione della categoria è stato affidato al consigliere nazionale Vito Jacono, avente delega alle tematiche del lavoro. Il parere del direttivo dei commercialisti è che questa disposizione possa risultare punitiva per il settore turistico.
La norma e gli emendamenti – Dunque, nella legge di stabilità è stata inserita una norma che contempla la deducibilità dalla base imponibile ai fini IRAP delle spese per lavoro dipendente. Tale misura, a parere del Consiglio nazionale, potrebbe recare gravi penalizzazioni alle realtà imprenditoriali che operano nell’ambito turistico. A riguardo, la governance di categoria ha precisato che la norma, col pretesto di introdurre la deducibilità delle spese per i soli lavoratori a tempo indeterminato, potrebbe non contemplare le imprese operanti nel settore del turismo che sono fortemente legate alla componente della stagionalità, quindi tendono ad assumere solo a tempo determinato. Proprio alla luce di tali possibili penalizzazioni, sono stati presentanti degli emendamenti che mirano a risolvere l’impasse. Il Consiglio nazionale, che ha definito la questione come “incongruente” e “a rischio incostituzionalità, per l’evidente diversità di applicazione delle imposte ad imprese operanti nel medesimo settore”, ha inteso appoggiare siffatti emendamenti.
Il punto – Come abbiamo accennato, a fare il punto sulla questione è il consigliere Jacono, che si è fatto portavoce dell’intera squadra direttiva della categoria. Chiarendo come il settore turistico presenti sì delle realtà che possono permettersi le assunzioni a tempo indeterminato, ma che nella maggior parte dei casi le aziende lavorano in maniera stagionale quindi con assunzioni a tempo determinato, il consigliere ha affermato che “se le norme sull’Irap previste nella legge di stabilità restassero le attuali, queste ultime imprese sarebbero palesemente e ingiustamente svantaggiate rispetto alle prime. È noto come quello turistico sia un settore trainante per l’economia italiana e come negli ultimi anni stia soffrendo la crisi al pari di tutte le altre realtà del nostro Paese. Pur condividendo l’intento del legislatore di incentivare i rapporti a tempo indeterminato ritengo che, se davvero l’esecutivo vuole usare la legge di stabilità per contribuire a rilanciare un settore così strategico, non possano essere escluse dal taglio dell’Irap quelle imprese che oggettivamente non possono assumere che a tempo determinato”.