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Gli Stati generali - “Se non ora, quando?”, si chiede il presidente dell’Ungdcec, Eleonora Di Vona, parafrasando senza peli sulla lingua il giovane movimento di donne che ha caratterizzato le proteste sociali italiane degli ultimi mesi. Il leader dell’associazione di categoria trasporta lo slogan delle donne indignate, da donna attenta quale lei stessa è, su un piano più specifico che mai come nel momento attuale preoccupa la categoria, vale a dire sull’incombente necessità di riformulare i ruoli e le competenze di quel modello organizzativo che è l’Ordine professionale. Per tanto, la sigla sindacale presieduta dalla Di Vona ha indetto i lavori preliminari alla formazione degli Stati generali dell’associazione, a partire da oggi e per giungere domani alla conclusione. Parteciperanno a questa due giorni densa di incontri, spunti e riflessioni la Giunta nazionale, i coordinatori regionali, i presidenti e i componenti dei Direttivi delle Unioni locali. Tutti uniti nel condiviso obiettivo di mettere insieme quesiti le cui risposte possano tracciare un nuovo profilo della categoria e degli Ordini in genere.
Intenti - L’iniziativa annunciata da Eleonora Di Vona è sorta all’insegna di un umore condiviso nella categoria, costituito dall’incapacità di dare risposte certe a quesiti di lapalissiana natura. “Il punto – spiega il presidente dell’Ungdcec – è cercare di capire perché si creano i presupposti per cui domande tanto sciocche e dalla risposta scontata devono esser poste”. L’incertezza del momento attuale ha condotto non pochi giovani professionisti ad interrogarsi in merito al proprio ruolo e a quello dell’istituzione ordinistica di cui fanno parte, quotidianamente vessata da decisioni governative che non si curano dei reali bisogni degli Ordini. L’intento è, quindi, quello di costruire attraverso la cooperazione una strategia di difesa che porti gli Ordini e le categorie a crescere cambiando, adeguandosi ai tempi, ma senza perdere la propria identità e la funzione che sono chiamati a svolgere. L’intento è quello di capire se si debba creare un fronte nel quale possano confluire le diverse forze, apportando competenze e spunti volti a “difendere il sistema da liberalizzazioni formali” oppure se ciò che conta è liberarsi da zavorre inutili e individuare le liberalizzazioni più confacenti e meno lesive dell’autonomia degli Ordini. E, dunque, “se non ora, quando?”, chiede e si chiede, in definitiva, Eleonora Di Vona, sottolineando una misura ormai colma per poter ancora continuare a reggere senza lesioni.
Sugli Ordini - Il parere del presidente dell’associazione di categoria è che l’Ordine non debba essere considerato come il sugello identitario del professionista, bensì alla stregua di un modello organizzativo all’interno del quale quella identità può trovare lo spazio adatto per esprimersi. L’autonomia del singolo professionista non dovrà essere minimamente influenzata dall’ordine, che invece sarà chiamato a tutelare la professionalità del singolo garantendogli un appoggio fiduciario nel momento in cui dovrà entrare in relazione col cliente. “Gli ordini – dichiara Eleonora Di Vona – non sono l’essenza delle libere professioni. L’essenza delle libere professioni sono l’indipendenza, la professionalità e l’affidamento fiduciario”. Proprio questa essenza è ciò che l’Ordine deve difendere, ma oggi la difesa deve essere attuata seguendo criteri nuovi, strade mai percorse che potranno essere tracciate proprio con una riflessione specifica sul tema. Al fine di proporre un’occasione produttiva in questo senso, l’Unigdcec ha deciso di proclamare gli Stati generali, momento di presa di coscienza e azione. L’intento non sarà, quindi, dire no alle liberalizzazioni, ma rintracciare percorsi di crescita che siano sì promotori di maggior flessibilità, ma non neghino quell’essenza che costituisce l’identità del professionista e dell’Ordine al quale appartiene.