16 giugno 2014

Tasi. Il Comune sbaglia? È giustificato!

Anc: “caos Tasi. Due pesi e due misure”
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il versamento Tasi - Il versamento della Tasi, in scadenza oggi nei Comuni che hanno deliberato entro lo scorso 23 maggio le apposite aliquote, è divenuto il vero protagonista di questa ‘stagione’ fiscale. Un protagonista col quale è però risultato difficile entrare in empatia, in quanto non pochi sono i dubbi e le incertezze che ha destato e sui quali, ancora oggi, nessuno ha fatto chiarezza o se qualche spiegazione è stata diffusa, non è risultata comunque in grado di sciogliere tutti i nodi venuti a galla. Qualche giorno fa, a fare il punto sulla situazione, con amarezza e sdegno, è stata Miriam Dieghi, segretario politico ANC, secondo la quale, sulla Tasi si è detto molto ma ancora non si è fatto nulla.

La scelta ai comuni? – La Dieghi, nella sua riflessione in merito alle non poche incongruenze legate alla questione Tasi, prende in esame un episodio che ha destato sincero scetticismo e chiaro sconcerto. Si tratta di quel Comune in cui sono stati inviati ai cittadini i bollettini Tasi precompilati con evidenti errori di calcolo. L’Amministrazione comunale, sul sito, ha chiarito che l’errore è ascrivibile alle banche dati del Catasto o ad altri fattori esterni alla responsabilità dell’ente. In sostanza, il Comune può sbagliare e dev’essere perdonato. “Ogni Comune fa il bello e il cattivo tempo. Se sollecitate, alcune municipalità accolgono la richiesta di proroga; in un question time alla Camera dei deputati è stato risposto che ai contribuenti che versano meno del dovuto non verranno applicate sanzioni né interessi, non è dato sapere però qual è il termine ultimo per godere di tale ‘beneficio’: insomma di imperante c’è solo ed esclusivamente il caos più totale e il senso di frustrazione dei cittadini e dei professionisti. Frustrazione che aumenta allorquando si leggono i comunicati di alcuni comuni e si ha chiara, se già non lo fosse, la sensazione della disparità di dignità tra contribuente e pubblica amministrazione”, ha quindi commentato il segretario politico dell’Anc.

Un dubbio legittimo –
A questo punto, tenendo presente che l’Amministrazione in oggetto non ha fatto altro che adottare una prassi che ormai sembra comune in tutto l’apparato amministrativo, risulta legittimo un dubbio palesato dalla Dieghi, ossia: se l’errore commesso dal Comune è giustificabile, nonché inevitabile, lo sarà altrettanto quello compiuto dal cittadino e dal professionista? Avranno anch’essi il diritto di giustificarsi? Ma non sono questi gli unici interrogativi che si pone il segretario politico dell’Anc. La Dieghi si chiede ancora “se io pubblica amministrazione, per errore, ho fatto pagare in più o in meno, tutto si sistemerà con il pagamento di dicembre, senza sanzioni. Atteggiamento lodevole, ma se a commettere errori inevitabili, in quanto le normative sono caotiche e raffazzonate, sono i professionisti o i cittadini comuni, si applica la stessa magnanimità? Ci viene il dubbio che, mentre lo Statuto del Contribuente è perennemente disatteso, vi sia uno Statuto della Pubblica Amministrazione applicato alla virgola”.

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