21 giugno 2013

Un Guardasigilli al bivio, ma risoluto

Sulla mediazione obbligatoria e sulla geografia giudiziaria la Cancellieri è irremovibile, ma apre a un confronto.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il peso dell’Ue sulle decisioni del Guardasigilli - L’Ue incombe sulle decisioni del governo in merito alla reintroduzione della mediazione civile obbligatoria e sulla revisione delle circoscrizione giudiziarie. Pertanto non arretra di un passo la posizione del Guardasigilli, convinta una volta per tutte a non cedere alle richieste provenienti in maniera trasversale sia dai professionisti che dai parlamentari. In particolare, per quel che concerne la mediazione obbligatoria, Anna Maria Cancellieri sottolinea che si è al cospetto di una norma in linea con la raccomandazione dell’Unione europea volta proprio a incrementare l’istituto. Poi, sul fronte della riforma della geografia giudiziaria, con l’accorpamento dei ‘tribunalini’ alle grandi sedi previsto per il prossimo 13 settembre, il ministro della Giustizia ribadisce che anche questa disposizione dipende dagli obiettivi che l’Unione europea ha imposto a garanzia della chiusura della procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese.

La mediazione obbligatoria - Il question time al quale ha partecipato il ministro Cancellieri ha quindi lasciato a bocca asciutta non pochi avvocati, alcuni dei quali siedono sugli scranni parlamentari e, senza distinzione politica, stavano lavorando affinché potesse verificarsi un’inversione di rotta nelle scelte governative. Sulla mediazione obbligatoria, la cui obbligatorietà è il nocciolo dello questione, il capo del dicastero della Giustizia spiega che, nel caos in cui la mediazione “venga ripristinata a mezzo di provvedimento legislativo non delegato”, la sua configurazione in termini di condizione di procedibilità non incontra degli intoppi o dei divieti da parte delle sentenze emesse dalla Corte. In ogni caso, l’istituto mediativo non verrebbe reintrodotto nella sua veste originaria, in quanto vi sono delle percettibili novità nella sua formulazione. Il ministro chiarisce difatti che “l’accordo concluso davanti al mediatore, per divenire titolo esecutivo e per l’iscrizione d’ipoteca giudiziale, deve non solo essere omologato dal giudice, ma anche sottoscritto da avvocati che assistano le parti; avvocati ai quali, peraltro, è stata riconosciuta dal decreto legge la qualifica di mediatore ex lege”. Poi, alle lagnanze sul metodo, la Cancellieri fa eco sottolineando come “nel corso dei lavori parlamentari, in sede di conversione del decreto legge, sarà mia cura valutare, con estrema attenzione, tutti i rilievi critici e i suggerimenti che perverranno sia dalle forze politiche, sia dal Csm e sia dal Consiglio nazionale forense”.

Geografia giudiziaria – L’altro fronte, quello del rinnovo della geografia giudiziaria in linea con le disposizioni di spending review, ha incontrato nei giorni scorsi le resistenze, oltreché dei parlamentari, anche di avvocati e di impiegati dei ‘tribunalini’. Secondo il ministro Anna Maria Cancellieri, è impossibile tornare indietro o sopprimere la disposizione e non solo perché si tratta di una condizione espressamente voluta dall’Ue, ma anche perché il procedimento di tagli è già stato avviato. In ogni caso, sul tema si è ancora in attesa della pronuncia della Corte costituzionale, in quanto sono state sollevate molte questioni di legittimità dagli uffici giudiziari della Penisola. Tuttavia la riforma, come abbiamo visto, non può essere rimandata, nonostante comunque il ministro si sia detto disponibile a “valutare gli eventuali correttivi da adottare nel termine biennale” basandosi anche sugli interventi propositivi delle diverse forze politiche.

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