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Le animate discussioni - Da più parti erano giunte precise raccomandazioni affinché i toni di questa nuova campagna elettorale interna alla categoria rimanesse al livello della pacatezza e della serenità. Pur riconoscendo le reciproche divergenze, i candidati si sono dimostrati disponibili a distendere l’atmosfera che per molti mesi è stata a dir poco infuocata. A destabilizzare la situazione sono intervenute recentemente le associazioni sindacali, che nel commentare le linee guida emesse dal Commissario straordinario hanno dimostrato di avere concezioni differenti circa il significato di tutela della categoria. A inserirsi proprio ieri in questa discussione è stata l’Unagraco, che non ha visto di buon occhio l’intervento dell’ANC, secondo la quale bisognava accogliere le decisioni ministeriali ricordando che le responsabilità del default erano da individuare all’interno della categoria.
Le ragioni dell’UNAGRACO – L’Unagraco, per mezzo di una nota riportante la firma del vicepresidente Massimo Ivone, ritiene di non comprendere la decisione dell’ANC di disapprovare in maniere forte e palese quanti hanno criticato le evidenti contraddizioni delle linee guida in relazione alle precedenti scelte ministeriali. “Se un Commissario straordinario nominato dal Ministero dirama linee guida che sconfessano quanto affermato pochi mesi prima dal Ministero stesso, su un punto che, se affrontato correttamente sin dall’origine, avrebbe evitato la deriva di ricorsi che si sono poi stratificati nella successiva inazione del Ministero stesso e che sono stati utilizzati come ragione per la ripetizione di elezioni, bisogna fare finta di nulla per paura di disturbare il manovratore? – si chiede l’Unagraco - Oppure bisogna chiedere conto agli alti burocrati del Ministero di una decisione che ha pesantemente inficiato l’immagine della categoria e che, evidentemente, è stata da loro assunta principalmente allo scopo di autoproteggersi dopo il clamoroso errore di valutazione compiuto, è veramente il minimo sindacale che è lecito attendersi da chi fa sindacato per la categoria?”.
La difesa della categoria – Il punto è che l’Unagraco individua quale dovere imprescindibile di chi difende la categoria il rispetto per gli interlocutori, ma soprattutto la pretesa che questo rispetto sia rivolto dagli interlocutori alla stessa categoria. La sigla sindacale è convinta inoltre che il proprio compito sia anche quello di chiedere conto degli “enormi, lampanti, incomprensibili” errori commessi ai danni della categoria. “Speriamo davvero che il futuro ci riservi rappresentanze istituzionali e sindacali di categoria capaci di interpretare il loro ruolo come quello di chi deve rappresentare la base dei Colleghi anche a costo di guastarsi comode relazioni da giocare sul piano squisitamente personale con gli interlocutori della Categoria – conclude l’Unagraco - Per quanto di sua competenza, l’UNAGRACO continuerà a fare la sua parte in questa direzione, come ha sempre fatto e come non tutti, evidentemente, sono risoluti a fare”.