14 marzo 2013

Unagraco: modificare deducibilità dei costi

La sigla chiede un intervento sugli artt. 164 del Tuir e 19 bis-1 del D.P.R. 633/72.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Le richieste di modifica - Una nuova richiesta è stata avanzata in questi giorni dall’Unagraco per mezzo della sezione Puglia coordinata da Armando Urbano. In sostanza, la sigla sindacale ha presentato istanza di modifica della Legge di Stabilità 2013 che, operando sull’articolo 164 del Tuir ha introdotto dal primo gennaio “le nuove percentuali di deducibilità dei costi inerenti le autovetture utilizzate dai professionisti, riducendo ulteriormente la possibilità di portare in deduzione dal reddito questa tipologia di spese”. In aggiunta a questa prima modifica, l’Unagraco ha altresì chiesto un intervento sull’articolo 19 bis-1 del D.P.R. 633/72 che stabilisce le disposizioni sulla detraibilità dell’imposta sul valore aggiunto, in questo caso la richiesta sarebbe quella di sopprimere le restrizioni sul modello applicato già in Spagna e in Germania.

Le problematiche - Il parere dell’associazione di categoria, che come abbiamo visto è stato espresso dalla sezione pugliese, si sofferma sulle diverse problematiche che genera la norma nella sua veste attuale. La sigla sindacale ritiene infatti che forti penalizzazioni sussistano per i professionisti che si avvalgono dell’automobile al fine di portare a termine gli incarichi professionali per i quali è stata richiesta la loro prestazione. Questi professionisti generalmente addebitano ai rispettivi clienti le spese degli spostamenti, l’addebito avviene però in maniera forfettaria. “Così facendo – chiarisce Armando Urbano - si crea un disallineamento fiscale tra quanto dedotto sui costi sostenuti (20%) e quanto inserito in parcella come rimborsi spese non documentati imponibili al 100% del loro importo, con un vantaggio indiscutibile per il Fisco. Stessa penalizzazione fiscale anche in campo Iva dove le spese sostenute prevedono una detraibilità pari al 40% dell’imposta pagata, mentre in parcella il successivo riaddebito avviene con imponibilità al 100%, evidenziando, anche in questo caso, un maggior introito da parte dell’Erario”.

Uno sguardo europeo
– In definitiva, l’associazione di categoria sposta l’asse d’analisi sul piano europeo, sottolineando la necessità che l’Italia si adegui ai modelli che, come anticipato, sono attualmente in vigore in Germania e Spagna. “Inoltre – conclude il coordinatore Unagraco Puglia - la nuova percentuale di deducibilità si discosta ulteriormente da quanto previsto in altri Paesi dell’Unione Europea aumentando la disparità di trattamento fiscale”.

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