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“Quello che noi professionisti auspichiamo è un intervento deciso ed autorevole da parte del Governo finalizzato alla riduzione, se non eliminazione totale dei costi relativi al pos e che punti ad una diversa politica di incentivazione dell’uso della moneta digitale.”
Sono parole decise quelle del Presidente Nazionale UNAGRACO, Giuseppe Diretto, che, però, ben racchiudono le esigenze di tutti i professionisti, soprattutto in considerazione delle prospettate sanzioni in materia di obbligo POS.
L’obbligo Pos
L’UNAGRACO, con il suo comunicato stampa, richiama in primo luogo quella che è l’attuale situazione legislativa a seguito dell’introduzione dell’obbligo Pos.
Viene quindi ricordato che la Legge di Stabilità 2016:
Pertanto, dal 2016, i commercianti e i professionisti saranno obbligati ad accettare pagamenti con moneta digitale, bancomat o carte di credito, anche per somme al di sotto dei 30 euro.
Gli unici casi in cui sarà possibile rifiutare i pagamenti con moneta elettronica saranno quelli nei quali si profili un’oggettiva impossibilità tecnica.
Le sanzioni saranno tuttavia definite da apposito decreto attuativo da emanarsi il prossimo 1° febbraio.
Tale decreto dovrebbe, inoltre, porre un limite massimo alle commissioni interbancarie (pari allo 0,3% del valore dell’operazione per le carte di credito e allo 0,2% per i pagamenti via bancomat), nel rispetto del Regolamento Ue 751/2015 in vigore in Italia dal 9 dicembre.
Tuttavia, come chiarisce l’UNAGRACO con il suo comunicato stampa “la riduzione delle commissioni prevista dalla Direttiva Europea, seppur figurando come un’agevolazione per commercianti e professionisti, non rappresenta per gli stessi motivo di soddisfazione poiché le commissioni relative alle transazioni sono solo una parte dei costi a loro carico.”
Non bisogna infatti dimenticare che sui professionisti gravano anche le spese per l’installazione del POS, con i relativi costi di gestione annuali, le quali sarebbero completamente superflui per quei professionisti che a causa della loro particolare attività professionale non utilizzerebbero lo strumento.
Si pensi, a tal proposito a tutti quei piccoli professionisti che collaborano negli studi e che emettono fattura esclusivamente ad altri professionisti, o coloro che hanno rapporti esclusivamente con società.
Pertanto, se da un lato la diffusione dell’uso della moneta elettronica rappresenta certamente un elemento innovativo e di comoda utilità per i consumatori, dall’altro si rendono necessarie migliori condizioni affinché non si venga a creare un forte divario tra la categoria dei professionisti che subirebbe ripercussioni negative e il sistema bancario che ne guadagnerebbe.
Il Comunicato stampa di UNAGRACO si chiude quindi con le parole del Presidente Giuseppe Diretto: “nel periodo storico in cui viviamo, caratterizzato da una forte crisi e da un immobilismo economico, non ci si può permettere di causare un danno ulteriore sia ai professionisti che avrebbero grandi difficoltà nel recepire il proprio compenso, rincarato a causa delle spese maggiori da affrontare, e sia ai consumatori che dovrebbero pagare un surplus in merito al servizio ricevuto.”