18 dicembre 2012

UNAGRACO: ritardi (ir)responsabili

Secondo la sigla le responsabilità sono anche del Ministero e di chi ha auspicato la scelta.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Il vulnus democratico – L’UNAGRACO parla di ferite in riferimento alla recente notizia di nuove elezioni indette dal Ministero della Giustizia che, tra l’altro, ha anche stabilito il Commissariamento straordinario del Consiglio nazionale fino al 20 febbraio, data prevista per le competizioni elettorali.

I ritardi gravosi – Pesanti sono stati i ritardi e le connesse responsabilità che hanno condotto all’impasse riscontrato nelle ultime settimane. Questo in sintesi è il parere della sigla sindacale che lo ha trasmesso ieri, a firma del vicepresidente Massimo Ivone. “La proliferazione dei ricorsi, posta dal Ministero a fondamento della sua decisione – spiega l’associazione - non si sarebbe avuta se l’ente preposto fosse giunto alle conclusioni, cui alla fine è pervenuto, con celerità e non certo a distanza di due mesi dalla tornata elettorale”.

I pareri concordi – Ma l’UNAGRACO non se la prende solo col Ministero della Giustizia. Anzi tra i principali fautori di quello che viene considerato alla stregua di un vulnus democratico all’interno della categoria vi sarebbero anche coloro che hanno auspicato e avallato le decisioni ministeriali. “Altrettanto dannoso è a noi sembrato l’atteggiamento di chi ha applaudito o peggio ancora chiesto questa soluzione: così facendo ha avallato infatti il Ministero della Giustizia ad entrare nel merito del diritto di autodeterminazione della Categoria con decisioni più politiche che tecniche”, scrive ancora la sigla sindacale.

Lo stato attuale e l’appoggio
– Non si può comunque negare, sostiene l’Unagraco, che molti candidati non hanno accettato di prestarsi agli intrighi elettorali dando prova di un innato senso di responsabilità e attenzione nei confronti della categoria. Compattezza e coerenza sono state dimostrate “sia nella difficile fase della campagna elettorale, sia in quella, imprevista, ma ancora più difficile, post voto”. Tutte queste incertezze non hanno però scalfito la convinzione dell’UNAGRACO che, oggi più di prima, ribadisce il proprio appoggio incondizionato a Raffaele Marcello, candidatosi alla carica di vicepresidente. Tale intenzione non rimane però priva delle influenze che gli ultimi eventi hanno generato. Pertanto, dopo aver sottolineato il sostegno anche per il 20 febbraio alla lista “Vivere la professione”, l’Unagraco, “pur non ritenendo affatto che tutte le diverse situazioni siano tra loro equiparabili invita Claudio Siciliotti e, dall’altra parte della ‘barricata’, Gerardo Longobardi e Giorgio Sganga a valutare con responsabilità, quel passo indietro che possa consentire in casa ‘dottori’ di non riproporre la medesima contrapposizione e agevolare così una sintesi ragionata ed equilibrata, che tenga conto dei reali consensi di cui ciascuno si è dimostrato portatore e dei comportamenti tenuti in questi difficili mesi, così come, partendo dall’ineludibile e indiscutibile dato della vittoria riportata dalla lista Marcello, l’UNAGRACO si adopererà perché ciò avvenga anche in casa ‘ragionieri’”.

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