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Una nuova responsabilità si profila per i commercialisti. Martedì scorso, in occasione dell’audizione dinanzi alla commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi ha affermato che "sulla dichiarazione precompilata, prevista dal d.lgs. 175/2014, i controlli formali e la responsabilità saranno ad esclusivo carico del contribuente per quei dati che non sono oggetto di controllo quali i redditi fondiari, redditi diversi e le relative spese di produzione". La Orlandi ha anche affrontato tutti i profili di responsabilità a carico degli intermediari (professionisti e caf) previsti dal decreto semplificazioni. In questo caso, il controllo formale dei dati (anche di quelli indicati nella dichiarazione precompilata e forniti da terzi), è a carico dell’intermediario che ne appone il visto di conformità. Tutti i controlli, infatti, ricadranno sugli intermediari che si vedranno costretti ad effettuare controlli e verifiche necessarie. Allo stesso modo, laddove successivamente emerga che vi sia stata un’apposizione di visto infedele, sarà sempre l’intermediario chiamato a rispondere dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi che scaturiranno dalla rettifica della dichiarazione (fatti salvi i casi di dolo e colpa grave a carico del contribuente).
Il visto di conformità dovrà riguardate tutti i controlli ed i riscontri che attengono alla verifica dei dati previsti dall’art.36 ter del d.p.r. 600/73 e della loro rispondenza alla documentazione e a tutte le disposizioni riguardanti gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni ed i crediti d’imposta, delle relative ritenute subite, delle eccedenze di imposta e dei versamenti effettuati.
È del tutto evidente che l’intermediario che apporrà il visto di conformità dovrà verificare tutta la documentazione occorrente alla completa compilazione della dichiarazione precompilata, assumendosene la totale responsabilità.
Rimane, invece, a carico del contribuente la veridicità di tutti i dati derivanti dai redditi fondiari e dai redditi diversi indicati in dichiarazione.
"Ancora una volta alla gogna viene chiamato il commercialista, in qualità di intermediario incaricato di rilasciare il visto di conformità e dunque responsabile", ha sottolineato il numero uno di UNAGRACO, Giuseppe Diretto, "saremo così tenuti al pagamento delle somme richieste in caso di controllo formale della dichiarazione, ma soprattutto siamo penalizzati per essere garanti dei rapporti tra fisco e contribuente".
"Ancora una volta i commercialisti saranno chiamati a rispondere della veridicità di dati e documentazione prodotta da terzi ed afferenti a redditi prodotti da altri, assumendosene la piena responsabilità", ha concluso Fabio Cecere, coordinatore regionale UNAGRACO.