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Nuovi vertici - E’ fatta, si potrebbe ben dire. Una donna al comando. Questo è il risultato del convegno nazionale dei giovani commercialisti tenutosi lo scorso fine settimana a Parma. Il nuovo presidente è Eleonora Di Vona, in carica dal 29 ottobre. A subire un evidente cambiamento è stato l’intero Consiglio direttivo, nelle figure dei vicepresidenti Enrico Zanetti e Raffaella Liccione, del segretario, Christian Graziani, e del tesoriere, Luca Gabrielli. L’intero e rinnovato apparato dirigenziale, lungi dal volersi porre in contro tendenza rispetto al precedente Consiglio, ha dichiarato di voler continuare lungo la strada tracciata da Luigi Carunchio e i suoi.
Il programma – La nuova squadra ha fin da subito tenuto a manifestare in maniera chiara le proprie idee di rinnovamento, diramate lungo tre percorsi operativi del programma “Diritti al futuro”. In primo luogo, il Consiglio appena insediatosi ha annunciato politiche interne all’Unione atte ad incentivare una maggior sinergia a livello nazionale delle diverse dislocazioni delle sedi locali, connessa ad un’intensiva formazione degli iscritti che potrà essere portata a termine grazie ad una pianificata agenda convegnistica, dove i diversi incontri potranno rendersi accessibili da tutte le parti del territorio nazionale. In seconda battuta, il programma presentato dalla Di Vona e dalla sua squadra propone una più marcata congiuntura con le altre realtà inerenti alla categoria. Ciò si traduce in un intenso lavoro di cooperazione col Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, sia per quel che concerne la formazione sia per le prese di posizione di categoria. Ma novità significa anche crescita, e non si ha crescita se non si oltrepassano le barriere di confine. Pertanto, in questa seconda fascia di propositi la nuova Unione giovanile mira a condividere percorsi operativi e tavoli di studio e confronto con le Casse previdenziali, ma anche con il mondo politico sia locale che nazionale. Infine, il terzo punto del programma notificato dopo le nuove nomine coincide con una lente più attenta al futuro dei giovani iscritti, incentivando corsi di formazione in Italia e all’estero, ma anche ponendo dei diversi cicli di studio sul ricambio generazionale e il rapporto col welfare.
Uno sguardo introspettivo – Per il triennio 2011-2014, il nuovo vertice dell’Ungdcec si pone innanzitutto l’obiettivo di arrivare a soddisfare le esigenze dell’ultimo degli iscritti, del più lontano. In definitiva, pare che il Consiglio direttivo appena insediatosi abbia le idee chiare in materia di presenza sul territorio finalizzata alla costruzione di un futuro solido e soddisfacente per i giovani commercialisti. “L’obiettivo è rafforzare la capacità di diventare specchio gli uni con gli altri, per conoscerci meglio, perché all'interno dell'Unione cresca ancora il senso di appartenenza e la fiducia tra colleghi”, cita il testo del programma. Ora, il punto focale di questo piano operativo è costruire una salda rete di relazioni all’interno dell’Unione, tra quest’ultima e le migliaia di associazioni locali. In tal senso, il direttivo guidato dalla Di Vona intende rinsaldare i rapporti e rafforzare l’Ungdcec all’insegna di una maggior competitività. “Le Unioni locali sono e saranno sempre di più l’essenza stessa della forza dell’Unione – scrive la dirigenza appena insediatasi sul proprio programma - Il nostro sindacato è l’unico ad avere un radicamento territoriale diffuso e nazionale. L’Unione è un’associazione di secondo livello (associazione di associazioni) il cui fondamento è l’esistenza e la vitalità delle associazioni locali”. A ben vedere, il Consiglio direttivo sottolinea che per raggiungere un riscontro di questo genere sia necessario incentivare delle potenzialità quali quelle tecnologiche al fine di accorciare tempi e distanze. “Certamente i componenti di Giunta di area e i coordinatori regionali dovranno aiutare il dialogo ma sarebbe sbagliato non utilizzare gli strumenti che le odierne tecnologie di comunicazione offrono”. In un certo senso, il futuro dell’Unione nazionale dei giovani commercialisti assurgerà al ruolo di “elemento di collegamento” tra le realtà territoriali e la Giunta nazionale soprattutto per quel che concerne l’organizzazione di attività formative. La formazione, appunto, è una questione che sembra stare a cuore del nuovo Consiglio. Come si è visto, è proprio su questo punto che si snocciolano quasi tutti i focus messi in discussione. In tal senso e con l’obiettivo che un pari grado di formazione e informazione raggiunga tutti gli iscritti in maniera uniforme, l’Unione mira a istituire una forte rete convegnistica dislocata a livello regionale. “La convegnistica rappresenta, in continuità con il passato, una delle attività principali dell’Unione. La realizzazione dell’attività scientifica a livello locale serve per avvicinare gli iscritti all’associazione, rafforzare il senso di appartenenza e la possibilità di affrontare temi specifici e particolari che in molti casi non sono trattati dai percorsi formativi proposti dagli Ordini. L’attività è svolta sia su iniziative delle singole unioni locali che su sollecitazione dell’Unione nazionale che predispone dei format da diffondere a livello territoriale. La realizzazione di convegni è anche l’occasione per l’Unione di promuovere e diffondere a livello locale le proprie posizioni sindacali e la politica che la Giunta porta avanti”.