26 giugno 2012

Ungdcec: i giovani vogliono un patto generazionale

L’Unione chiede alla Cassa nazionale riunita oggi in assemblea di vagliare due condizioni basilari per intavolare una possibile equità generazionale.
Autore: Redazione Fiscal Focus

Assemblea Cassa previdenziale - In vista dell’Assemblea dei delegati della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti che si terrà oggi, l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, in perfetta sintonia con altre sigle sindacali, ha deciso di scendere in campo per manifestare le proprie posizioni e rivendicare il diritto delle giovani generazione a una rinnovata equità contributiva.

Le condizioni dell’Ungdcec - Il sì della sigla guidata da Eleonora Di Vona pone due imprescindibili condizioni. Da un lato, l’associazione di categoria chiede l’assicurazione che qualora i ministri di riferimento non dovessero approvare la delibera, il beneficio di dimezzamento del contributo soggettivo a carico dei professionisti pensionati attivi debba conseguentemente decadere. In seconda analisi, l’Ungdcec propone che si proceda lungo un’attenta indagine circa i punti inerenti la “Legge Lo Presti”, in particolare per quel che concerne la modulazione del contributo integrativo a carico dei montanti pensionistici individuali.

Lo scenario mutato – Già all’epoca della precedente Assemblea la Cassa aveva proposto il dimezzamento del contributo, generando non poche polemiche nella categoria. Oggi, che il testo della delibera è stato arricchito di ulteriori modifiche, la proposta non sembra del tutto rigettabile. In particolare, i punti migliorativi riguardano “la natura sperimentale su base quinquennale della delibera; un contributo equitativo del 2% a carico del pensionato attivo che chiede il dimezzamento del contributo soggettivo ed a favore delle coorti più giovani di iscritti; la previsione che il dimezzamento possa essere chiesto dai pensionati attivi solo successivamente al compimento del settantesimo anno di età”. A questo punto, pur avendo ottenuto tali soddisfacenti traguardi, l’Unione spinge affinché vengano valutate le condizioni di cui sopra. Nello specifico, l’esplicitazione della decadenza del dimezzamento qualora la delibera non venisse approvata in sede ministeriale “è necessaria per evitare il ripetersi della beffa che i giovani subirono all'indomani della riforma del 2003, quando il contributo di solidarietà fu messo fuori gioco dai vergognosi ricorsi presentati con inopinato successo da pensionati attivi evidentemente insaziabili di privilegi sulle spalle delle più giovani generazioni. Inoltre, è necessario valutare attentamente la proposta di delibera relativa all'utilizzo del contributo integrativo sui montanti individuali, al fine di rendere più pronunciata e al tempo stesso più razionale la sua natura di leva per il ripristino di una maggiore equità intergenerazionale, respingendo al tempo stesso qualsiasi ipotesi di eliminazione di un coefficiente di equità intergenerazionale che è tanto perfettibile quanto imprescindibile”.

La collaborazione dell’Unione – Pertanto, se la Cassa di previdenza riterrà di poter accettare siffatte condizioni, l’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili si dimostrerà disponibile a valutare una conseguente approvazione della delibera. Le motivazioni di fondo a una tale stringata resa dei conti risiedo in maniera esclusiva nella volontà di diffondere criteri che procedano all’insegna di un giusto patto generazionale.

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