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Il nuovo ricorso - Ancora maretta ai vertici del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Nonostante gli importanti mutamenti che ha vissuto il Paese in queste ore, la categoria sembra molto più presa dalle vicende esterne che da quelle esterne. A fare il punto ieri è stata la sigla sindacale guidata da Eleonora Di Vona. Il parere del’Ungdcec è che, con l’ultimo ricorso presentato al Consiglio di Stato, non si faccia altro che esasperare un già delicato equilibrio che finora è solo espresso con alta litigiosità e totale mancanza di confronto.
Ungdcec prende le distanze - “L'ennesimo ricorso proposto, stavolta, al Consiglio di Stato, in linea con quello già presentato da ex Consiglieri del CNDCEC, avverso l'ordinanza del TAR Lazio che rigettava la domanda dei ricorrenti in merito alla sospensione del provvedimento del Ministero di Commissariamento e indizione di nuove elezioni, e ultimo di una lista di cui abbiamo perso il conto, evidenzia in modo preoccupante l'esasperato grado di litigiosità e la deriva sempre più giustizialista a cui sta arrivando la nostra categoria, e ci spinge una volta per tutte a prendere chiaramente le distanze da quanto sta accadendo!”. Con queste parole la sigla sindacale ha esordito, nel comunicato di ieri, sottolineando la propria estraneità nei confronti dell’ultima azione legale che ha coinvolto la già minata categoria. L’Unione si distanzia quindi da quanti vogliono ostacolare l’iter di crescita democratica del Consiglio nazionale, tarpando le ali agli iscritti e alla loro volontà di mettersi alle spalle il passato recente per costruire un futuro più florido e meno litigioso.
Un momento delicato e difficile - La fase che stanno attraversando i dottori commercialisti e gli esperti contabili è a dir poco fragile, pertanto non era emersa alcuna necessità di esasperare la situazione. Effetto che invece hanno sortito gli ultimi eventi. “Una categoria lacerata, divisa, spaccata, e per di più sotto tutela Commissariale è l'esatto opposto di quello che occorrerebbe in una fase di profonda difficoltà come quella che stiamo attraversando; senza tener conto del prossimo insediamento di un nuovo Governo Nazionale che non vedrà adeguati interlocutori dalle nostre parti”, continua l’Unione.
E i giovani? – La lente dell’Unione si posa ovviamente sulla fascia giovane degli iscritti alla categoria. I giovani che, pur dovendo ottenere maggiori tutele, si trovano a raccogliere i cocci degli innumerevoli scontri interni. E ciò nella totale indifferenza delle diverse fazioni, poiché è chiaro all’Unione che “tutte le parti coinvolte sembrano non rendersi minimamente conto o non tenere in minima considerazione le gravi conseguenze che si stanno perpetrando ai danni dell'intera categoria. Adesso è giunto il momento di dire basta ad ogni lite giudiziaria. È il momento di richiamare tutti ad un maggior senso di responsabilità. È il momento di dimostrare con atti concreti l'interesse e l'amore per la categoria. È il momento di effettuare un gesto di generosità, nel pur comprensibile senso di offesa per i diritti che ciascuno ritiene lesi. È il momento di cambiare pagina, di uscire da dinamiche obsolete e litigiose. Questo vorremmo da chi ha l'ambizione di governare la categoria”.