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La solidarietà - Dopo l’Anc, anche l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili fa sentire la propria voce in merito agli eventi sismici che hanno interessato l’Emilia. Tramite una nota, l’associazione guidata da Eleonora Di Vona ha sottolineato la propria solidarietà alle popolazioni che sono rimaste vittime del terremoto nelle province di Modena, Mantova e Ferrara lo scorso 20 maggio.
I danni - In sostanza, laddove la crisi economica aveva lasciato uno spiraglio di speranza, il terremoto ha distrutto il germoglio della ricrescita radendo al suolo non poche piccole e medie realtà imprenditoriali, oltreché il patrimonio artistico e culturale e le abitazioni private implicando una chiusura dei centri urbani con il conseguente stallo degli esercizi commerciali. In particolare, per quel che concerne l’imprenditoria, il settore maggiormente colpito è stato quello della trasformazione alimentare.
Le misure del governo e le proposte dell’Ungdcec – Pur apprezzando la soppressione dell’imposta municipale unica per la cittadinanza colpita dal sisma, l’Unione chiede al governo azioni ancora più forti affinché il tessuto imprenditoriale dell’Emilia possa ripartire e tornare ai livelli raggiunti prima del 20 maggio. “Ridurre le misure di sostegno alle comunità colpite alla sola proroga dell’Imu sui fabbricati non agibili, risulta un misura insufficiente e inadeguata per sostenere chi oggi si trova a dover ripartire e a riaprire le proprie attività, a mettere in sicurezza i propri dipendenti, cercando di non perdere il sistema di relazioni commerciali su cui vive un’azienda, in un momento economico generale negativo”, scrive l’Ungdec nella nota diffusa ieri. Pertanto, l’Unione presieduta da Eleonora Di Vona “ritiene di assoluta urgenza l’esame e l’adozione da parte del Governo di idonei provvedimenti a sostegno delle imprese che svolgono la propria attività nelle zone colpite, prevedendo la proroga di tutti gli adempimenti tributari, previdenziali, di natura processuale, e delle scadenze nei confronti degli istituti di credito, come previsto per precedenti catastrofi naturali”.