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La nota del Quirinale - Solo un paio di giorni fa, con il prospettarsi di ulteriori elementi critici per la stabilità economica del nostro Paese, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si era espresso in maniera chiara e definitiva in merito all’opera di contenimento del divario finanziario che dimostra l’apparato italiano rispetto a quello europeo. Il Quirinale considerava che gli organi governativi dell’Italia fossero giunti ormai al momento non più procrastinabile di prendere in mano le redini della situazione e attuare provvedimenti coraggiosi e risanatori, in quanto risultava “improrogabile l'assunzione di decisioni efficaci nell'ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee”. In aggiunta a una tale richiesta d’azione e trasparenza, il Capo dello Stato faceva anche sapere d’aver avuto conferma da parte del Premier Berlusconi che si stava già lavorando al fine di raggiungere quegli obiettivi. E in effetti, così è stato, alla luce della serata del due novembre che ha visto il Consiglio dei ministri riunito con l’intenzione di produrre risposte accettabili alle richieste Ue, anzi più nello specifico a quelle incessanti e pressanti dimostrazioni di insoddisfazione palesate dal binomio Merkel-Sarkozy. Dal canto suo, il presidente Napolitano non si limitava ad avanzare pretese nei confronti dell’Esecutivo, ma, pur tenendolo sotto costante monitoraggio, aveva esteso le raccomandazioni della propria nota anche ai gruppi di opposizione, pretendendo da questi ultimi “la disponibilità a prendersi le responsabilità necessarie in rapporto all'aggravarsi della crisi”. La missiva del Quirinale si concludeva con un invito ad una più chiara attenzione alle problematicità in corso, annunciando parimenti un vigile quanto continuo controllo alle decisioni parlamentari portato avanti dal Quirinale. “Nell'attuale, così critico momento il Paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l'Europa, l'opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall'Italia. Il Capo dello Stato ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva”.
L’Ungdcec - A tal proposito si inserisce la presa di coscienza dell’Unione dei giovani commercialisti ed esperti contabili, che ha accolto di buon grado l’intervento del presidente Napolitano. I giovani commercialisti italiani, appena usciti da un convegno che è stato teatro di rinnovamento ai vertici, dichiarano di fare proprio e in maniera unanime il sentire espresso dal Capo dello Stato che indicava, alla luce della criticità in corso, come “ormai improrogabile l'assunzione di decisioni efficaci”.
I giovani commercialisti e la politica - Il favore suscitato dalla nota presidenziale, in realtà, è sintomo di un’associazione giovane che guarda al futuro e che, basandosi sul presente tormentato, lo scruta all’orizzonte come una caotica incertezza. Pertanto, l’Unione giovanile, facendosi forza sulle parole di Giorgio Napolitano, ha inteso rivolgersi all’intero sistema politico italiano, in primis all’Esecutivo, chiedendo a ciascun membro, ossia ad ogni anima di questa possente macchina decisionale, di assumersi le proprie responsabilità dimostrando così il vivo proposito di trainare l’Italia fuori dalla crisi. In definitiva, il parere dei giovani commercialisti ed esperti contabili italiani è che la politica debba “saper affrontare e gestire questo grave momento di crisi che colpisce il Paese”. I giovani professionisti, ma in un discorso più ampio si potrebbe includere tutta la popolazione giovanile italiana, avanzano la pretesa di una non più rimandabile soppressione del sistema fondato sulla delega; in effetti, ciò che emerge è che la costruzione di un futuro solido non possa esser rilasciata nelle mani di una classe dirigente che non si decide a dimostrare la propria affidabilità e voglia di risolvere i problemi. “Noi giovani facciamo la nostra parte ogni giorno ma non siamo più disponibili a tollerare questo stato di degrado in cui sempre più velocemente sta cadendo il nostro Paese – continua l’Unione nazionale - Noi guardiamo con viva preoccupazione al nostro futuro”. Pertanto, la richiesta conclusiva, nonché comprensiva di siffatte esigenze, è quella di incontrare il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, poiché alla luce degli eventi in corso questi risulta essere l’“unico punto di riferimento saldo”. I giovani commercialisti ed esperti contabili intendono, quindi, esporre sul tavolo del confronto le proprie idee e proposte per un futuro italiano che dimostri di essere all’altezza delle aspirazioni dei giovani.