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Il rilascio in ritardo - L’Amministrazione Finanziaria ha rilasciato i software necessari all’esecuzione di adempimenti incombenti sui contribuenti. Un simile rilascio si è però verificato con estremo ritardo, secondo quanto rilevato dall’Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti e degli esperti contabili. Quest’anno, così come negli anni precedenti, questi ritardi hanno posto ostacoli nell’operato degli intermediari chiamati a completare i bilanci e le dichiarazioni entro le scadenze fissate dalla stessa Amministrazione. Disagi che hanno incontrato anche i contribuenti ai quali gli adempimenti svolti dal professionista si riferiscono. Di anno in anno si sono sempre rese necessarie delle proroghe che sono state accordate a ridosso delle deadline, quindi senza alcun riguardo nei confronti di professionisti e cittadini. La situazione, anche per il 2013, è ormai insopportabile.
L’indignazione dell’Unione - L’Unione, come abbiamo accennato, ritorna ancora sul punto, questa volta affrontando a viso aperto l’Amministrazione Finanziaria che pare incurante rispetto alle difficoltà che genera. “L’attenzione oggi si concentra sugli studi di settore, e i relativi chiarimenti circa il loro corretto utilizzo. Incomprensibile, per altro, risulta essere la presunzione di risultati in ascesa, richiesti da Gerico 2013, ai fini dell’adeguamento ai compensi puntuali delle categorie professionali”.
Riflessi sulla società e sull’economia – Il parere dell’associazione sindacale guidata da Eleonora Di Vona è che questa situazione di sostanziale incuranza dimostrata dalle decisioni dell’Amministrazione Finanziaria abbia fortemente influito sui disagi che sta vivendo oggi il settore produttivo italiano. “Interpretando il comune sentire, l’Unione Nazionale è certa di suscitare condivisione in base ad una semplice considerazione ovvero, da un lato, le imprese registrano cali di fatturato, licenziamenti, ritardati pagamenti della P.A. e, quindi, si trovano in grandi difficoltà; dall’altro lato, le categorie professionali soffrono nella riscossione dei propri compensi, specie i dottori commercialisti che, essendo sempre a fianco all’impresa, sono i primi a percepire i segnali della crisi e a ritrovarsi incapsulati nella realtà dell’imprenditore in difficoltà”, continua la sigla di categoria.
La delusione e la sfiducia – Indignati, e non solo! I giovani commercialisti dell’Unione sono anche delusi dalle promesse non mantenute o mantenute a metà. L’associazione sindacale ricorda infatti che, in occasione dell’ultimo Congresso Nazionale, svoltosi ad Asti ad aprile, i responsabili dell’elaborazione dello strumento informatico avevano delineato l’introduzione, dall’anno 2012, di una modulazione variabile delle ore dedicate all’attività, mostrando dunque un occhio di riguardo per tutti quei professionisti che sono all’inizio della propria carriera. Si era trattato di una prospettiva che aveva ottenuto il plauso dell’Unione e che aveva fomentato buone speranze per quel che concerne una definizione su misura degli studi di settore. Purtroppo però le speranze dei giovani (ma anche dei meno giovani) sono state disilluse dai nuovi ritardi dei quali ormai pare che l’Amministrazione non possa fare a meno. “I fatti dimostrano oggi, invece, quanto mal riposto fosse quell’apprezzamento – spiega l’Ungdcec - In un sistema Paese in cui ogni speranza viene negata dal modus operandi, i giovani dottori commercialisti non demordono e auspicano che, già in fase di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo, l’amministrazione finanziaria discrimini, anche alla luce di queste nostre evidenze, con la necessaria saggezza e buon senso i mancati adeguamenti evitando, se possibile, inutili contraddittori e ripetuti viaggi della speranza verso gli uffici competenti. Si tratterebbe di un auspicio superfluo se ci fosse fiducia nell’operato delle istituzioni”.