10 ottobre 2022

Click day, la resa dello Stato

Autore: Paolo Iaccarino
Era una leggenda, oggi ne abbiamo la certezza. C’è un altissimo rischio che le procedure di assegnazione di risorse pubbliche a sportello, secondo l’ordine cronologico della richiesta, possano essere inquinate. Il fenomeno dei “cliccatori”, che in alcuni casi potrebbe nascondere l’impiego di tecnologie non convenzionali, rischia di alzare ingiustificatamente il livello della competizione, a discapito delle idee. Sul tavolo degli imputati il cosiddetto “click day”, dove la meritocrazia lascia spazio al dito più furbo.

Non passa inosservata la denuncia del Presidente dell'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Matteo De Lise sul fenomeno delle società specializzate nella presentazione delle istanze di accesso alla finanza agevolata e la condanna, inevitabile, nei confronti del click day. In un contesto dove anche pochi secondi possono fare la differenza, il Presidente dell'Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili denuncia come sia “inammissibile che, stante le risorse limitate o comunque non correttamente programmate, venga preferito questo meccanismo iniquo e arbitrario, aggravato dalla disomogeneità di connessione che contraddistingue il territorio nazionale, ad una valida progettualità. A questo punto gli imprenditori italiani farebbero bene a ricorrere ai nuovi professionisti del futuro, i ‘cliccatori’. Sembra uno scherzo, ma una società con sede in Estonia ha già pubblicizzato l’erogazione di tale servizio garantendo, dietro pagamento di un corposo compenso, l’esito positivo della propria domanda con una percentuale di successo del 95 per cento”. Al prossimo Governo, queste le parole di De Lise, “chiederemo che questo strumento venga abolito perché svilisce la classe imprenditoriale di questo Paese e la categoria professionale dei commercialisti, impegnata in prima linea nella progettazione e pianificazione di idee di business vincenti”.

Il riferimento è ai servizi offerti dalle numerose società, con sede spesso all’estero, che assicurano, non si comprende ancora come, tempi di reazione fenomenali. Al centro dei loro servizi i cosiddetti “cliccatori”, soggetti dal dito allenato, capaci, così assicurano, di risultare i più veloci sul mercato.

Un’amara constatazione di un fenomeno che era da tempo nell’aria. Sul banco degli imputati lo Stato. Il click day non rappresenta semplicemente un meccanismo iniquo nell’assegnazione delle risorse, del tutto arbitrario rispetto al contenuto delle domande presentate. Il click day è la resa dello Stato. La scelta di assegnare le risorse, esclusivamente secondo l’ordine cronologico delle richieste, consapevole che le stesse risulteranno insufficienti a soddisfare tutti i potenziali beneficiari, è la rappresentazione di come lo Stato, da ormai troppi anni, abbia deciso di non decidere, rinunciando alla propria funzione.

In un contesto di risorse scarse è onere del soggetto pubblico individuare chi, in ragione della politica economica adottata e del contesto contingente, ne meriti l’accesso. Invece di costruire modelli secondo criteri che premino la competenza, in meccanismi in cui l’ordine cronologico delle richieste rappresenti l’ultimo elemento da valutare, la politica ha scelto deliberatamente di non decidere e di lasciare in pasto agli imprenditori le insufficienti risorse a disposizione. Un quadro desolante che all’equità sostituisce l’incertezza e lascia gli imprenditori in balia degli eventi.
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