7 settembre 2016

COMMERCIALISTI: SE SI SOGNA DA SOLI È UN INCUBO

A cura di Antonio Gigliotti

GIGLIOTTI A.
Caro amico e collega, Io ti vedo. Se chiudo gli occhi e provo a immaginarti, potresti essere a una scrivania, la tua. Con il telefono in mano parli, magari con un tuo cliente, spieghi o almeno cerchi di farlo… oppure potresti essere con i tuoi collaboratori - se puoi permetterteli - a organizzare le prossime scadenze.
Guardati! Sul tuo viso ci sono ancora i segni di una tenue abbronzatura, testimoni dell’estate appena finita benché, il ricordo delle ferie - per chi le ha fatte - è già lontano. Eppure è appena cominciato settembre. E davanti a te c’è l’autunno ‘caldo’ che ti aspetta, sicuro che presto arriverà.
Questa estate hai incontrato quel tuo vecchio amico. Da quanto tempo era che non lo vedevi? Non importa, ora è li. Ci chiacchieri, bei tempi quelli andati, ti ricordi… poi arriva il tema di cui non vorresti mai parlare: il lavoro. Lui fa tutt’altro, ti sembra sereno, ha persino il tempo di stare con la sua famiglia, di praticare qualche hobby. E tu? Ma chi me l’ha fatto fare questo lavoro, ti chiedi. Magari vorresti dirglielo ma non ti capirebbe perché lui non è un commercialista.
Ora sei seduto alla tua scrivania, la guardi, ascolti il tuo cliente, fai i tuoi calcoli, ti rivolgi al tuo collaboratore (se puoi permettertelo) e ti accorgi che nulla è cambiato. La semplificazione resta l’eterna promessa mancata:
  • 15 settembre 770
  • 16 settembre Iva ritenute contributi etc…
  • 20 settembre black list
  • 30 settembre trasmissione modelli Unico

E si ricomincia. E ci vuole coraggio. Intanto, tutto intorno, dilagano le solite polemiche che prendono spazio sui giornali, che conquistano le prime pagine, come se fossero le vere emergenze del Paese. Le riforme costituzionali, le battaglie intestine della politica, la guerra della supremazia di un partito rispetto all’altro, di un politico rispetto al suo rivale. Quasi dimenticando la tragedia che ha colpito il cuore centrale dell’Italia.

E adesso, come Categoria, siamo di nuovo sotto elezioni, e molto probabilmente i prossimi mesi saranno dedicati a un’intensa campagna elettorale. Tanto che ritornare a parlarti dei problemi quotidiani dei piccoli professionisti sembra indelicato, quasi inopportuno.

Ma non c’era stato l’impegno del governo di rivedere il calendario delle scadenze fiscali? Io non lo dimentico e nemmeno tu, credo. E purtroppo ci tocca ricominciare proprio da qui, dall’impegno mancato, da quelle chiacchiere. Molto meno divertenti di quelle che hai scambiato con quel tuo vecchio amico.

Il dilemma: una migliore distribuzione delle scadenze o un riordino generale con un taglio netto degli adempimenti inutili e duplicati?
Nulla è cambiato, vedi. L’uccello ciarliero non costruisce nessun nido, recita un vecchio adagio popolare d’oltre oceano. Bla bla bla. È 30 anni che ci dicono sempre le stesse cose. Bla bla bla. Gli abbiamo detto che non ci interessa un riordino ma bisogna tagliare adempimenti, scadenze. Fare una VERA semplificazione. Bla bla bla. E poi chi dovrebbe riordinare, chi sta nei palazzi o chi vive di consulenze milionarie e ha perso il contatto con la realtà?

Se si sogna da soli, nella migliore delle ipotesi, è solo un sogno, nella peggiore un incubo.
Se si sogna insieme è la realtà che comincia.

Ricominciamo!
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