14 maggio 2022

Imprenditoria femminile, Fnc e Formazione 4.0: GdF avvia “interlocuzioni operative” con ANPAL

Autore: Direttore Antonio Gigliotti
Che la molteplicità dei fondi per il rilancio dell’economia del Paese dopo la crisi generata dalla pandemia da Covid-19 meritasse particolare attenzione lo aveva più volte ripetuto la UIF.

Anche se dell’impegno profuso dalla Guardia di Finanza nello scovare potenziali truffe in questo senso se ne è forse parlato troppo poco.

Proprio in questi giorni il Centro Studi Fiscal Focus è stato messo al corrente del fatto che in seguito alle numerose segnalazioni di criticità al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e RFC della Guardia di Finanza sono state avviate “interlocuzioni operative su vari fondi (Imprenditoria femminile, Fondo nuove competenze e Formazione 4.0) con la competente struttura di ANPAL”.

Ma al momento, spiega una fonte in esclusiva al quotidiano Fiscal Focus, “non sono state ancora effettuate analisi, perché le iniziative sono ancora in corso”.

A ricevere particolare attenzione in questo senso è proprio il Fondo Nuove Competenze per il quale “sono prevenute al Nucleo alcune segnalazioni di criticità, anche da sigle sindacali, oltre che dal Mi.S.E., per gli eventuali sviluppi operativi”.

La misura co-finanziata dal Fondo sociale europeo con l’esigenza di contrastare gli effetti dell’epidemia Covid-19 sarebbe dovuta servire alle imprese per adeguare le competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario di servizio alla formazione. Ad essere a carico del fondo sono proprio le ore di stipendio del personale in formazione.

Stando alla Deliberazione n.7/2022/G della Corte dei Conti le risorse del Fondo nuove competenze destinate da Anpal ai progetti di aggiornamento professionale per i lavoratori hanno superato i 547 milioni di euro.

Per quanto riguarda le motivazioni alla base delle non ammissioni a contributo delle istanze, l’Anpal ha chiarito di aver rilevato come cause principali: la cessazione o l’inattività dell’azienda; la fase di liquidazione dell’azienda; l’irregolarità del documento unico di regolarità contributiva (Durc); il parere negativo al progetto formativo espresso dalla regione competente; la comunicazione di informazioni non corrette o non emendate dall’azienda; l’assenza di requisiti da parte del sindacato firmatario dell’accordo.

Per la Corte dei Conti è raccomandabile che la governance istituzionale (Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Anpal) svolga un’attività sempre più penetrante di controllo periodico, monitoraggio e raccolta delle informazioni sulle strategie e innovazioni adottate dalle imprese beneficiarie del Fondo. Anche perché, entro il prossimo mese, arriverà a sostenere il miliardo di euro del programma ReAct-EU.

I contributi andranno ai datori di lavoro privati per favorire, nel secondo semestre dell’anno, la stipula di accordi riguardanti la rimodulazione degli orari di lavoro, oltre a permettere lo svolgimento di percorsi di formazione destinati ai lavoratori. La misura prevede che le erogazioni avvengano per il 70% a seguito della presentazione delle istanze e per il restante 30% a saldo.
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