4 maggio 2022

Pandemia fiscale: dopo gli anni della spending review calano (non di troppo) gli adempimenti fiscali

Ma lo scadenziario dell'AdE resta ballerino, negli studi si vive alla giornata

Autore: Direttore Antonio Gigliotti
Pare che sia difficile tornare al numero degli adempimenti fiscali previsti dallo scadenziario dell’Agenzia delle Entrate nel primo triennio di Spending Review. Questa potrebbe essere una buona notizia. Ma occorre precisare che il numero degli adempimenti tra comunicazioni, scadenze e versamenti non include quelli riconducibili alle imposte locali come l’IMU o la tassa sull’acqua e sui rifiuti.

L’elemento inquietante che emerge dai dati forniti dall’Agenzia delle Entrate è invece la sistematica oscillazione del numero di adempimenti fiscali dello stesso mese da un anno all’altro. Il che indica una reiterata sensazione di improvvisazione nella “pianificazione” fiscale da parte del legislatore e con cui in questi ultimi anni i professionisti hanno dovuto con fatica fare i conti.

Lo scadenziario è cosi ballerino che risulta veramente complicato indentificare dei trend. Anche a causa dell’instabilità politica degli anni presi in esame e in cui si sono succeduti ben sei governi con altrettante diverse priorità politiche ed elettorali.

La sua ricetta Fiscal Focus l’aveva presentata mesi fa: elevare a rango costituzionale lo Statuto del Contribuente, rivedere il sistema corrente di tax expenditures, accorpare l’accorpabile, garantire la funzionalità dei software e dei portali della PA, imporre una norma che imponga ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate di rispondere alle comunicazioni dei contribuenti entro 72 ore aprendo un canale preferenziale per i professionisti deputati ad interfacciarsi con l’ente.

Anche perché non è più pensabile svolgere la professione con così tanta incertezza operativa al netto dei tanti stravolgimenti di matrice politica. Passi l’imprevisto della pandemia che ha amplificato a dismisura, DPCM dopo DPCM, il numero di adempimenti fiscali dei mesi di marzo, aprile, agosto e novembre 2020.

Come professionisti siamo stati orgogliosi di navigare nel mezzo della tempesta fornendo al Paese e ai contribuenti una vera opera di servizio civile.

Ma è ora auspicabile un ritorno alla normalità che sostituisca progressivamente estemporanei decreti di emergenza con misure fiscali che seguano non solo una progressiva riduzione degli adempimenti inutili (anche grazie ad una semplificazione delle procedure apportate dalla digitalizzazione dei sistemi operativi), ma che sappia imporre una politica fiscale di lunghe vedute, basata sull’analisi dei dati e sui reali interessi del Paese anziché sui micro-interessi di minoranze elettorali.
Tabella
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