16 luglio 2022
Editoriale - Iaccarino - Paolo
16 luglio 2022

Rimandata a settembre. L’Agenzia delle Entrate merita una punizione

Autore: Paolo Iaccarino
Se vi fossero sanzioni a carico dell’Amministrazione Finanziaria per ogni sua défaillance le vicende tributarie non farebbero più notizia. In un ordinamento dove la realtà va ben oltre la fantasia, l’Agenzia delle Entrate ne combina un’altra delle sue. A volte, quando di mezzo c’è l’Amministrazione Finanziaria, nemmeno una proroga è una buona notizia.

Come noto il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 giugno 2022 ha differito al 30 novembre 2022 il termine ultimo per la trasmissione dell’autodichiarazione per gli aiuti di Stato riconducibili alle Sezioni 3.1 e 3.12 TF. Una notizia, tardiva rispetto alla scadenza originaria, che ha indotto molti contribuenti a inviare ugualmente le dichiarazioni sostitutive già predisposte. A lavoro eseguito, con dovuta calma, tanto valeva liberarsi dell’adempimento, questo era il pensiero comune di tanti professionisti.

Troppo facile per essere vero. Con somma sorpresa, diciamo incredulità, chi ha tentato l’invio il primo giorno del mese di luglio ha visto rigettarsi la trasmissione in quanto la dichiarazione, secondo la motivazione riportata nella ricevuta di scarto, era stata inviata oltre il periodo di trasmissione, termine che, almeno dieci giorni prima, era stato prorogato a fine novembre. Dieci giorni in cui nessuno, dal vertice alla base dell’organizzazione, abbia pensato di aggiornare il sistema informativo al nuovo termine disposto dalla stessa Agenzia delle Entrate.

La spiegazione è semplice. L’Amministrazione Finanziaria, la stessa che pretende l’assoluta puntualità dal contribuente, si mostra imprecisa quando è chiamata a rispettare i propri impegni. Come uno studente ripetente, poco attento al proprio rendimento, ha aggiornato solo nella serata del 1° luglio il proprio sistema informativo, nonostante fosse consapevole che tale breve ritardo potesse comportare conseguenze negative per i contribuenti volenterosi. Ritardo di qualche ora che, infatti, costringerà i malcapitati professionisti a inoltrare nuovamente le dichiarazioni scartate. Un doppio lavoro di controlli, predisposizione e verifica dovuto essenzialmente all’atteggiamento superficiale di una struttura che negli ultimi tempi perde continuamente colpi.

Se ci sono due sentimenti comuni all’interno di un’intera categoria, questi sono la passione per il proprio lavoro e la fatica verso il sistema fiscale ereditato nel corso degli ultimi. Come due forze contrapposte la prima rappresenta la forza propulsiva; la seconda, di segno opposto, frena ogni entusiasmo e ogni legittima aspettativa. Basterebbe sciogliere le trame che intrappolano il nostro lavoro per tornare finalmente a sorridere.
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