12 novembre 2022
Editoriale-12.11
12 novembre 2022

Superbonus: contraddizione di fondo

Autore: Paolo Iaccarino
Alla lunga ha creato più problemi che opportunità. Il Superbonus, da troppi mesi agonizzante, si avvicina al suo traguardo finale. Non c’è altro modo per descrivere il contesto desolante che si mostra agli occhi di contribuenti e operatori del settore. Nel mirino delle procure di mezza Italia, nemmeno le ultime novità introdotte dal Decreto Aiuti Quater solleveranno una misura senza più futuro.

Nonostante il periodo di vigenza sia ancora generoso, con particolare riferimento agli interventi di carattere condominiale, il mercato dei crediti d’imposta, soprattutto dopo la chiusura improvvisa di Poste Italiane, non offre più alcuna reale opportunità. Ne è consapevole il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti per il quale “la cessione del credito è una possibilità, non un diritto”. Una posizione chiara, che suona quasi come una giustificazione rispetto alla mancata introduzione di misure che favoriscano l’utilizzo o la circolazione dei crediti d’imposta connessi agli interventi di recupero edilizio, secondo la quale la detrazione in dichiarazione dei redditi è una certezza assicurata dall’ordinamento giuridico, mentre l’attualizzazione del credito resta un’eventualità che dipende solo dal contribuente. “Tutti coloro che da ora ne vogliono usufruire hanno la certezza di poterli detrarre dai redditi, ma non possono avere la certezza che si trovi una banca o istituzione che accetti i crediti”.

Secondo la prospettiva del Ministro Giorgetti, estremamente critico nei confronti della misura, considerata semplicisticamente moneta fiscale, l’unico responsabile del buon esito dell’attualizzazione del credito è il contribuente. “Chi deve fare un investimento deve valutare se l’impresa costruttrice o la banca sia disponibile a riconoscere il credito d’imposta perché se non è così devono calcolare il progetto d’investimento in diverso modo”.

Una dichiarazione ovvia che non affronta il nocciolo della questione. Mentre l’esecutivo, benché a differenti condizioni, rilancia il Superbonus, il Ministro dell’Economia e delle Finanze dimentica come lo stock di crediti attualmente esistente sui cassetti fiscali non sia conseguenza di una scelta avventata da parte di imprese e contribuenti, ma il risultato della tempesta perfetta conseguente alle progressive misure di restrizione introdotte per correggere disposizioni inizialmente troppo lascive. Coloro i quali sono chiamati oggi a porre maggiore attenzione sono la vittima del collasso del sistema, non certo gli artefici. Come vittime siamo tutti noi, tante piccole componenti del sistema economico, che inevitabilmente subiremo l’ondata negativa della crisi di settore che inevitabilmente ne seguirà.

Probabilmente, allora, piuttosto che ampliare gli ambiti di intervento verso le abitazioni principali e assicurare nuova linfa ad una misura ormai fuori mercato, sarebbe stato opportuno impiegare tutte le risorse disponibili, presenti e future, per sbloccare i crediti tutt’oggi fermi sui cassetti fiscali. Sarebbe stato un atto di coraggio e di grande responsabilità.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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