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Editoriali

4 dicembre 2019

Tuttologi ed associazioni alimentano la confusione generale

A cura del Direttore Antonio Gigliotti

IMG VIDEO PILLOLA GIGLIOTTI
Cari amici, cari colleghi

Cosa sta succedendo? POS sì, POS no, lotteria sì, lotteria no, Registratore Telematico sì, no, forse… magari aspetta.

Ecco poche parole riassunto ciò che è accaduto in poco più di un mese, dall’introduzione del decreto fiscale collegato alla finanziaria, cui è seguita una vera e propria tempesta di emendamenti.

Che i decreti vengano emendati, e quindi modificati, nel corso del percorso di conversione in legge è normale. Molto meno normale è che gli emendamenti vadano a stravolgere l’impianto stesso della disposizione originaria, e poco ci importa, anzi, proprio niente, delle motivazioni probabilmente politiche che stanno dietro a questo continuo altalenare.

A noi importa, e tanto, il fatto che si viva nell’incertezza più totale, costretti a rimangiarci quotidianamente quello che abbiamo detto il giorno prima, con il rischio concreto di passare per impreparati, per non dire di peggio.

All’enorme difficoltà della nostra professione contribuisce un atteggiamento, invero diffuso da sempre nella clientela, di pensare che l’amico, il parente, il cugino del cognato della signora che abita al piano di sopra ne sappia sicuramente di più di noi, e non perché ha studiato, non perché sia preparato, bensì perché lui non ha interessi, mentre il commercialista – cattivone – ha sicuramente un doppio fine, ovvero fare spendere più soldi possibili ai contribuenti, e tutto per il suo bieco tornaconto.

Ebbene, lasciatemi dire che non so voi, mai io mi sono stufato. Non basta la concorrenza del collega di turno, che – se corretta – è solo un plusvalore. Non basta la coda al bar per il cappuccino, nota fonte di formazione professionale del “cliente tipo” che, mentre sta ancora masticando il cornetto, pensa bene di chiamare in studio per comunicarti che stai sbagliando tutto, perché quello che prendeva la pizzetta a fianco a lui, che non si sa che mestiere faccia, gli ha spiegato bene tutto, mentre tu, no.

No, ci si mettono anche le associazioni di categoria, o meglio, alcune associazioni di categoria, che nel fare il loro mestiere – ovvero assistere i propri associati – bene farebbero a tenere bene a mente due concetti fondamentali:
  1. Il Commercialista vive del suo lavoro, il suo duro lavoro, e non ha nemmeno il più lontano interesse a diventare venditore di qualcosa. La scena (orribile) cui abbiamo dovuto assistere con l’avvento della fatturazione elettronica, che ci ha visto consigliare software per consentire al cliente di non andare in tilt - ma che spesso ci ha fatto passare per “piazzisti” - si sta infatti ripetendo. Ora ci accusano di voler vendere Registratori Telematici!
  2. Se le informazioni si danno, care associazioni, vanno date correttamente: perché non è possibile affermare che esiste una moratoria per i corrispettivi telematici fino al 30 giugno 2020 – vero - dimenticandosi che sì, per i primi sei mesi d’obbligo si può non essere dotati di Registratore Telematico, peccato che poi i corrispettivi mensili debbano comunque essere trasmessi telematicamente. E indovinate un po’ chi, con ogni probabilità, consentirà ai contribuenti sprovvisti di RT di adempiere alla trasmissione telematica, che è l’elemento essenziale per evitare le sanzioni? Sì, esatto, proprio loro… quei cattivoni dei Commercialisti. Quindi, semmai, se il consulente vi suggerisce di farsi trovare pronti al 1° gennaio 2020 con il RT, non è per guadagnare qualcosa, perché a dirla proprio tutta è il consulente stesso a rimetterci sei trasmissioni telematiche che – se questo è l’atteggiamento – verrebbe proprio voglia di far pagare caro, molto caro.

Insomma amici, colleghi. Perdonate lo sfogo, ma proprio non se ne può più. Siamo assediati da pressapochismo, in balia di una legislazione mutevole ed imprecisa, ci mancava solo di trovarsi a dover discutere con soggetti che non hanno alcun titolo per dispensare consigli (errati) e che tuttavia si permettono di farlo, aggiungendo confusione a confusione.

Mai come in questi tempi, una citazione valga su tutte:
“Un bel tacer non fu mai scritto”
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