17 ottobre 2011

Un futuro senza immobilismo

A cura di Antonio Gigliotti

Promettiamo in base alle nostre speranze e manteniamo le promesse in base ai nostri timori. (François de La Rochefoucauld )

Tempi di elezione, tempi di comizi e di tante promesse. Promesse seducenti, ma non sempre realizzate una volta conclusa la campagna elettorale. Non è una novità. È così in politica, è così in tutti i contesti. Sarebbe bello (spero di non sognare) che la Categoria si distinguesse – come spesso ha saputo fare in passato – dalla massa, dando il proprio contributo al rinnovamento di idee partendo da se stessa. Se ci lamentiamo di un governo che annuncia e trascura i problemi reali, tentiamo tutti insieme di non fare lo stesso errore.
Sabato scorso il maggior quotidiano economico italiano, Il Sole 24 Ore, commentando un importante convegno di categoria ha testualmente detto: " Nella Categoria si sta preparando la tornata elettorale del 2012 con i due partiti - quello che fa capo al Presidente del Consiglio Nazionale, Claudio Siciliotti e quello che guarda al Segretario Giorgio Sganga - che cercano di conquistare posizioni sul campo."
E allora è importante ricordare per acquisire sempre nuovi spazi, di non dimenticare l’attenzione per gli iscritti, per tutti quei professionisti che devono confrontarsi con la situazione economica politica del nostro Paese, che sono già alle prese con le recenti novità, frutto di ben tre manovre (ed una quarta in arrivo), novità, non dimentichiamo non sempre di facile applicazione.

Io credo che anche le nostre prossime elezioni siano importanti. Trovo ipocrita negarlo. Con le elezioni si sceglie la direzione che la Categoria vuole seguire, il programma che intenderà realizzare. Non mi sembra appuntamento di poco conto. Ma se è vero che non va sottovalutato, è altrettanto vero che non deve offuscare il resto. Dove per “resto” intendiamo la quotidianità dei commercialisti, il rapporto con le istituzioni e le iniziative della Categoria.

I grandi studi ovviamente non sanno di cosa sto parlando, sono impegnati a fare fusioni o altre operazioni straordinarie nei confronti di importanti società, ma non dobbiamo dimenticare che, nell’ambito della categoria, esistono pochi grandi studi. Invece la stragrande maggioranza di professionisti lavorano in piccoli e medi studi, che basano la loro attività anche su quelle piccole cose che vanno dalla tenuta della contabilità, alla compilazione di Unico e del modello F24…

L’invito, è pertanto ancora una volta, a non perdersi in chiacchiere. Comprendo (e non giustifico) la tentazione dell’essere autoreferenziali, di parlare solo di quel che ci interessa da vicino nonché di scrivere ciò che fa piacere che sia detto. Ma mentre le polemiche – spesso futili e non migliorative – montano, il Fisco giusto per fare un esempio, introduce nuovi adempimenti (elenchi clienti e fornitori, redditometro, comunicazioni varie ecc..), rivolti non soltanto a far cassa ma anche a controllare e monitorare con uno stile da Grande Fratello. Senza parlare della scarsa considerazione che ci riserva. Siamo snobbati da chi, praticamente, aiutiamo gratuitamente.

Parlo sempre di quel fisco a corto di memoria, che non dovrebbe dimenticare che se oggi ha la possibilità di avere in linea tutte le dichiarazioni dei contribuenti in tempo reale, lo deve alla fattiva collaborazione di migliaia e migliaia di colleghi che oramai da più di un decennio, con una serie di difficoltà, inviano le varie dichiarazioni (e non solo) telematicamente. E noi come ennesimo riconoscimento, tanto per fare un esempio, per questa fattiva collaborazione, abbiamo assistito qualche giorno fa all’abolizione del contributo (= miseria) di un euro che ci veniva dato per l’invio telematico delle dichiarazioni dei redditi e dei mod. F24.

Allora forse è il caso che lavoriamo tutti insieme sugli aspetti concreti, non facciamo promesse impossibili solo per esercitare il fascino sui commercialisti-elettori.
Iniziamo, in quanto necessario e indispensabile, a ricucire i rapporti con l’Agenzia dell’Entrate, iniziamo a interloquire con le istituzioni, con la politica.

Accreditiamoci come soggetti attivi della società. Cerchiamo di essere esempio virtuoso all’esterno, sgombriamo dal campo l’immagine di una Categoria che non è in grado di proiettarsi sulle scelte future (elezioni) senza per forza dover abbandonare la realtà. Io sono sicuro che si possono fare le due cose contemporaneamente, ma certamente non possiamo permetterci un anno di immobilismo.
Da Bolzano alla Sicilia ci sono centinaia e centinaia di professionisti che vogliono essere ascoltati, che incontrano quotidianamente moltissime difficoltà e che vogliono spiegare le loro esigenze specifiche. Ascoltiamoli e agiamo.
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