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Editoriali

17 settembre 2016

UNA DOVEROSA PRECISAZIONE

A cura di Antonio Gigliotti

GIGLIOTTI A.
In un clima di evidente tensione, qual è quello attuale, che fa da sfondo alla campagna elettorale per il rinnovo degli Ordini territoriali e del vertice nazionale, è facile che ogni affermazione o dichiarazione presti il fianco a fraintendimenti o, peggio, a strumentalizzazioni.
Riferendoci, allora, al nostro editoriale odierno – che pecca di chiarezza su un aspetto da noi considerato marginale - ciò che si voleva sottolineare era soltanto l’evidente contraddizione della condotta dei nostri politici che, pur predicando di semplificazione e di snellimento dei tanti, superflui, moduli e modelli, sono intanto essi per primi – ed a spese dei cittadini – ad avvalersi dell’opera di professionisti abilitati a svolgere anche quelle “inutili” funzioni.

Non si voleva di certo mettere in dubbio l’onestà del Presidente Gerardo Longobardi, cui anzi va reso il merito di una professionalità evidentemente riconosciuta e considerata al punto d’esser stato collocato tra i referenti di una delle massime Istituzioni dello Stato.
Come lui stesso fa sapere a puntualizzazione di quanto scritto, “il mio studio è consulente della Camera ininterrottamente (ribadisco, ininterrottamente) dal lontano 1996, prestando servizi di consulenza fiscale all’Amministrazione della stessa” e che è sempre stato “un vanto professionale dire che svolgevo questo lavoro per la massima istituzione del Paese. Il servizio che rendiamo (ai parlamentari di ogni schieramento politico) ed il suo costo è svolto sotto l’occhio vigile dei questori della Camera”.

Ecco, questo è. E – come vale anche per gli altri professionisti chiamati in causa – non si tratta certo né di un peccato né di un reato.

Allora, quant’anche si voglia ravvisare un privilegio in quell’incarico, è altresì necessario constatare che esso è stato ottenuto per meriti e non certo per favori.

Frenando, quindi, facili e pretestuosi attacchi o, peggio, basse insinuazioni che- ahimè – l’editoriale ha involontariamente innescato, è giusto correggere il travisamento e porgere le nostre scuse al Presidente Longobardi verso cui ci assumiamo la responsabilità di un difetto di comunicazione preventiva che, con riguardo alla sua correttezza e professionalità, avrebbe dovuto essere doverosa.
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