12 gennaio 2026

Forfettario, che data rileva? Quella di emissione fattura, quella indicata in fattura o l'effettivo incasso?

Autore: Redazione Fiscal Focus

Per il forfettario che ha emesso fattura il 5 gennaio 2026 con data 2025, incassata nel 2025, quando verrà contabilizzata, nel 2025 o nel 2026? 

Nel regime forfettario rileva esclusivamente la data di effettivo incasso, indipendentemente dalla data di emissione o da quella indicata in fattura. Questo significa che l’anno in cui il compenso diventa imponibile è esclusivamente quello in cui il professionista riceve concretamente il pagamento - ad esempio quando il bonifico risulta accreditato sul conto -, a prescindere sia dal momento in cui la fattura viene materialmente emessa o trasmessa, sia dalla data che viene indicata nel documento.

La conseguenza operativa è importante, soprattutto nelle situazioni a cavallo d’anno. Può accadere, ad esempio, che la fattura venga predisposta con data 31 dicembre per rappresentare l’operazione a fine esercizio, ma che l’invio tramite SDI avvenga nei primi giorni di gennaio: in questi casi, nel forfettario non è la data del documento a determinare l’anno di tassazione, bensì l’effettivo incasso.

La data di emissione, inoltre, può anche essere successiva (ad esempio 5 gennaio) senza che questo modifichi l’imputazione del ricavo, perché il criterio resta ancorato alla cassa.

Non va poi confusa la prassi di datare al 31 dicembre per esigenze organizzative o di rappresentazione con una logica di competenza: nel forfettario questa impostazione non produce effetti sulla tassazione. In altri termini, indicare una data anteriore in fattura può avere una funzione descrittiva o gestionale, ma non sposta il ricavo se il pagamento non è ancora avvenuto. Al contrario, se il pagamento è stato incassato entro fine anno, il ricavo è di quell’anno anche se la fattura viene trasmessa a gennaio.

Se un cliente paga il 20 dicembre e l’importo risulta accreditato sul conto del professionista nello stesso giorno, il compenso è fiscalmente del 2025. Anche se la fattura elettronica viene generata e inviata il 5 gennaio, magari riportando come data documento il 31 dicembre, l’imputazione resta al 2025 perché l’elemento decisivo è l’incasso. Di conseguenza l’importo confluirà nella dichiarazione relativa a quell’anno (Modello Redditi PF 2026, redditi 2025), nel quadro dedicato al regime forfettario.

Sul piano pratico, la best practice è registrare sempre l’operazione con riferimento alla data di accredito e conservare la documentazione bancaria (estratto conto, CRO/TRN, ricevute POS o quietanze) che dimostra il momento dell’incasso, soprattutto quando la fattura è trasmessa successivamente o reca una data retrodatata. In questo modo si evita confusione tra data documento e data fiscalmente rilevante e si garantisce coerenza in caso di controlli.

Inoltre, una comunicazione chiara al cliente può prevenire dubbi: una fattura datata 31 dicembre ma inviata a inizio gennaio non cambia la regola del forfettario, perché ciò che determina l’anno di tassazione resta, in ogni caso, il pagamento effettivo.

 © FISCAL FOCUS Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy