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La normativa antiriciclaggio impone la conservazione dei dati come terzo pilastro della compliance, insieme a valutazione del rischio e adeguata verifica. L’obbligo riguarda documenti e informazioni utili a prevenire riciclaggio e finanziamento del terrorismo, da conservare per 10 anni.
La conservazione deve rispettare i principi GDPR: proporzionalità, minimizzazione dei dati, sicurezza e limitazione delle finalità. I documenti devono essere integri, completi, leggibili, accessibili e cronologicamente tracciabili.
Il Fascicolo Antiriciclaggio è lo strumento centrale: raccoglie tutte le informazioni sul cliente (identità, attività, titolare effettivo, rischio, monitoraggio). Come evidenziato nella check-list a pag. 4, include documenti identificativi, dichiarazioni, visure e dati sull’operatività.
Una gestione corretta rafforza la difesa del professionista in caso di controlli; al contrario, una conservazione incompleta espone a sanzioni amministrative e penali.