19 marzo 2026

Commercialista e prestazioni rese gratuitamente: illegittimo il recupero IRPEF se il compenso non è stato incassato

La Cassazione, con ordinanza n. 4135/2026, afferma che nel reddito di lavoro autonomo conta il principio di cassa: sono imponibili solo i compensi effettivamente percepiti. Nel caso esaminato, una commercialista aveva svolto numerose attività senza emettere fattura; l’Agenzia delle Entrate aveva quindi recuperato a tassazione compensi presunti. La contribuente ha sostenuto che molte prestazioni erano state rese gratuitamente a parenti e amici, soprattutto per attività semplici come la trasmissione telematica delle dichiarazioni. La Corte ha chiarito che le dichiarazioni sostitutive rese dai clienti non costituiscono prova piena, ma possono avere valore indiziario se confermate da ulteriori elementi oggettivi e soggettivi. Sono rilevanti la semplicità della prestazione, l’occasionalità, i rapporti personali e l’assenza di riscontri di pagamento. Di conseguenza, la mera esecuzione della prestazione non basta a far presumere un compenso imponibile: se manca l’incasso, non c’è materia imponibile ai fini IRPEF.

Per sbloccare i contenuti, Abbonati ora o acquistali singolarmente.
  • Infografica - Commercialista e prestazioni gratuite. No al recupero IRPEF senza incasso.pdf (291 kB)
 © FISCAL FOCUS Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy