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L’approfondimento analizza l’evoluzione degli IBAN virtuali e i rischi di riciclaggio collegati ai nuovi sistemi fintech. I vIBAN consentono di associare più codici IBAN a un unico conto master, migliorando la gestione della tesoreria aziendale e la riconciliazione dei pagamenti. Tuttavia, questa struttura può creare opacità nella catena finanziaria, rendendo difficile identificare il reale beneficiario dei fondi. Il documento evidenzia come tali strumenti siano frequentemente utilizzati in schemi di frode fiscale, trasferimenti verso giurisdizioni ad alto rischio e conversioni in crypto-attività. Centrale il richiamo ai Quaderni UIF, alla sentenza Cassazione n. 26807/2020 e al Regolamento UE 2023/1113 sulla Travel Rule. Per commercialisti e professionisti AML diventa essenziale adottare controlli rafforzati, verificare la reale struttura dei flussi finanziari e individuare eventuali anomalie operative. L’obiettivo è prevenire l’utilizzo dei vIBAN come strumenti di occultamento e riciclaggio internazionale.