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L’adesione a un contratto di rete “puro” tra professionisti è compatibile con il regime forfettario e non comporta automaticamente l’esclusione dal regime agevolato. La rete non costituisce un nuovo soggetto fiscale autonomo e costi e ricavi restano imputati ai singoli professionisti nelle rispettive dichiarazioni. È inoltre possibile condividere personale tra i partecipanti e gestire spese comuni con riaddebito analitico pro-quota, purché senza margini aggiuntivi. Tuttavia, esiste il rischio che l’organizzazione venga riqualificata come “società di fatto”, con conseguente perdita del regime forfettario. Ciò può accadere in presenza di una cassa comune stabile, fatturazione accentrata sistematica, confusione tra organizzazione e clientela o ripartizioni dei proventi non coerenti con l’attività reale. Per mantenere la conformità occorre garantire trasparenza documentale, criteri di riparto verificabili e coerenza sostanziale tra organizzazione e attività dei singoli professionisti, evitando di apparire come un unico soggetto economico verso l’esterno.