30 gennaio 2026

Affitti brevi 2026: normativa, cedolare secca e partita IVA

Infostudio n. 04 del 30.01.2026
Autore: Serena Pastore

 

Gentile Cliente, 

con la stesura del presente documento intendiamo fornirle un quadro chiaro e aggiornato sugli adempimenti fiscali e normativi relativi agli affitti brevi in Italia a partire dal 2026. L’obiettivo è consentirle di operare nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, ottimizzando costi e benefici dell’attività di locazione turistica.

Premessa

A partire dal 2026, chi in Italia offre in locazione breve (anche tramite piattaforme come Airbnb, Booking.com o simili) deve prestare particolare attenzione ai nuovi limiti introdotti dalla Legge di Bilancio 2026, che ha ridotto da quattro a due unità immobiliari la soglia oltre la quale si presume l’esercizio di un’attività d’impresa.

Infatti, fino al 2025 era ammesso applicare la cedolare secca alle locazioni brevi fino a quattro unità immobiliari senza considerarsi “imprenditore”. 

Dal 2026, invece, il legislatore ha ridotto questa soglia: chi mette in affitto breve più di due appartamenti nello stesso anno fiscale viene automaticamente considerato esercente un’attività d’impresa. 

la presunzione di imprenditorialità non scatta qualora il contribuente conceda in locazione due appartamenti con contratti di locazione breve e altri due con contratti di locazione ordinaria o a canone concordato.
 

Quindi:

se si affitta per brevi periodi uno o due immobili possibile continuare ad optare per la cedolare secca;
dal terzo immobile in poiscatta la presunzione di impresa.

Le locazioni brevi

Per locazione breve si intendono i contratti ad uso abitativo la cui durata non supera i 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. 

I contratti possono essere stipulati:

  • dal privato persona fisica
  • da intermediari immobiliari
  • da soggetti gestori di portali telematici (Airbnb, booking, etc).

Per questa tipologia di contratti non è obbligatoria la registrazione e possono essere previsti, oltre della messa a disposizione dell’immobile, anche servizi accessori come la fornitura di biancheria, la pulizia dei locali, la fornitura di utenze, il wi-fi e l’aria condizionata. 

Possono essere oggetto di locazione breve le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 - uffici o studi privati) locate a uso abitativo e le relative pertinenze, locate congiuntamente all’abitazione.

le unità immobiliari abitative destinate a contratti di locazione per finalità turistica e a contratti di locazione breve di cui all’art. 4 del DL 50/2017 devono dotarsi del Codice Identificativo Nazionale (CIN), esporlo all’esterno dello stabile in cui è collocato l’appartamento o la struttura ricettiva e indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.

Cedolare secca fino a due immobili

Sui redditi derivanti da contratti di locazione brevi di immobili, stipulati a partire dal 1°giugno 2017 da persone fisiche e privati, il contribuente può scegliere se assoggettarli al regime ordinario o di applicare la cedolare secca. 

Il suddetto regime prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali per il reddito derivante dall’affitto dell’immobile e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo per registrazioni, risoluzioni e proroghe del contratto. 

La cedolare secca non si applica sugli affitti brevi che forniscano, oltre alla messa a disposizione dell’abitazione, servizi non strettamente collegati all’immobile, come la colazione, i pasti, la messa a disposizione di un’auto a noleggio e di guide turistiche. È inoltre prevista l’esclusione della cedolare secca sugli affitti brevi per i contratti stipulati nell’esercizio di un’attività commerciale o per i contratti stipulati nell’esercizio di un’attività organizzata in forma di impresa.
 

Come già anticipato, dal 2026 se si affitta uno o due appartamenti brevi, è possibile continuare a optare per la cedolare secca:

  • aliquota 21% sul compenso relativo al primo immobile;
  • aliquota 26% sul compenso del secondo immobile.

Mario, privato cittadino, affitta per tutto il 2026 due appartamenti tramite Airbnb.

  • Appartamento A: incasso lordo 10 000 €
  • Appartamento B: incasso lordo 20 000 €

Scelta del regime

Mario resta sotto la soglia di due immobili e opta per la cedolare secca.

Calcolo dell’imposta

  • Primo immobile (A): 10 000 € × 21 % = 2.100 €
  • Secondo immobile (B): 20 000 € × 26 % = 5.200 €

Effetti sul reddito

  • Questi compensi non concorrono al reddito IRPEF ordinario.
  • Non serve aprire partita IVA, né addebitare IVA agli ospiti.

Versamento

  • Versa 2.100 € + 5.200 € = 7.300 € 

Mario dichiara 30.000 € di affitti brevi, paga 7.300 € di cedolare secca e non modifica il proprio reddito IRPEF né apre partita IVA.

in caso di locazione breve di più stanze all’interno dello stesso immobile, con contratti diversi e a soggetti diversi, non si verifica la presunzione di imprenditorialità. Infatti, la normativa ragiona per immobili e non per stanze o per contratti.

Apertura della partita IVA

Anche un solo giorno di superamento della soglia dei due appartamenti comporta:

  • apertura della partita IVA come locatore professionale;
  • addebito e versamento periodico dell’IVA (10% o altre aliquote per servizi accessori);
  • tenuta della contabilità;
  • presentazione della dichiarazione IVA annuale.

Luca Bianchi nel 2026 affitta tre appartamenti su piattaforme online. Considerato che è stata superata la soglia di due immobili, per tutto l’anno è considerata attività d’impresa, per cui dovrà aprire la partita IVA.

CHECK LIST

Nome e cognome 
Codice fiscale 
Annotazioni  
Documentazione allegata 
Tipologia contribuentePersona fisicaSINO
Non opera tramite societàSINO
Non ha già partita IVA aperta per attività ricettive o similiSINO
Totale unità in locazione breve nel 20261 - Cedolare secca al 21%
2 - Cedolare secca al 21% e al 26%
  • Confrontare convenienza tra cedolare secca e Irpef ordinaria
  • Identificare quale unità beneficia della cedolare al 21% e quale del 26%
3 - Attività d’impresa – no cedolare secca
  • Aprire partita IVA con codice ATECO “Locazione turistica”
  • Valutare se si rientra in un regime agevolato (forfettario)
  • Iscrizione alla Camera di Commercio e alla gestione INPS competente
  • Organizzare le liquidazioni IVA periodiche e la tenuta della contabilità
  • Verificare eventuali SCIA o permessi comunali per locazioni turistiche
Modalità di incasso e responsabilità degli intermediariUsa piattaforme (Airbnb, Booking, ecc.) che trattengono il pagamento?SINO
Verificare che applichino correttamente la ritenuta del 21% se previstaSINO
Confrontare dati ricevuti (CU, fatture) con quanto dichiaratoSINO
Caratteristiche contrattualiOgni soggiorno dura meno di 30 giorni consecutiviSINO
L’alloggio è destinato ad uso abitativoSINO
Vengono offerti solo servizi strettamente accessori (pulizie, biancheria, utenze, Wi-Fi)SINO
Non vengono forniti servizi tipici di hotelSINO

 

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