Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Gentile Cliente,
con la stesura del presente documento intendiamo fornirle un quadro chiaro e aggiornato sugli adempimenti fiscali e normativi relativi agli affitti brevi in Italia a partire dal 2026. L’obiettivo è consentirle di operare nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, ottimizzando costi e benefici dell’attività di locazione turistica.
A partire dal 2026, chi in Italia offre in locazione breve (anche tramite piattaforme come Airbnb, Booking.com o simili) deve prestare particolare attenzione ai nuovi limiti introdotti dalla Legge di Bilancio 2026, che ha ridotto da quattro a due unità immobiliari la soglia oltre la quale si presume l’esercizio di un’attività d’impresa.
Infatti, fino al 2025 era ammesso applicare la cedolare secca alle locazioni brevi fino a quattro unità immobiliari senza considerarsi “imprenditore”.
Dal 2026, invece, il legislatore ha ridotto questa soglia: chi mette in affitto breve più di due appartamenti nello stesso anno fiscale viene automaticamente considerato esercente un’attività d’impresa.
la presunzione di imprenditorialità non scatta qualora il contribuente conceda in locazione due appartamenti con contratti di locazione breve e altri due con contratti di locazione ordinaria o a canone concordato.
Quindi:
| se si affitta per brevi periodi uno o due immobili | possibile continuare ad optare per la cedolare secca; |
| dal terzo immobile in poi | scatta la presunzione di impresa. |
Per locazione breve si intendono i contratti ad uso abitativo la cui durata non supera i 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa.
I contratti possono essere stipulati:
Per questa tipologia di contratti non è obbligatoria la registrazione e possono essere previsti, oltre della messa a disposizione dell’immobile, anche servizi accessori come la fornitura di biancheria, la pulizia dei locali, la fornitura di utenze, il wi-fi e l’aria condizionata.
Possono essere oggetto di locazione breve le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali da A1 a A11 (esclusa l’A10 - uffici o studi privati) locate a uso abitativo e le relative pertinenze, locate congiuntamente all’abitazione.
le unità immobiliari abitative destinate a contratti di locazione per finalità turistica e a contratti di locazione breve di cui all’art. 4 del DL 50/2017 devono dotarsi del Codice Identificativo Nazionale (CIN), esporlo all’esterno dello stabile in cui è collocato l’appartamento o la struttura ricettiva e indicarlo in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.
Sui redditi derivanti da contratti di locazione brevi di immobili, stipulati a partire dal 1°giugno 2017 da persone fisiche e privati, il contribuente può scegliere se assoggettarli al regime ordinario o di applicare la cedolare secca.
Il suddetto regime prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali per il reddito derivante dall’affitto dell’immobile e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo per registrazioni, risoluzioni e proroghe del contratto.
La cedolare secca non si applica sugli affitti brevi che forniscano, oltre alla messa a disposizione dell’abitazione, servizi non strettamente collegati all’immobile, come la colazione, i pasti, la messa a disposizione di un’auto a noleggio e di guide turistiche. È inoltre prevista l’esclusione della cedolare secca sugli affitti brevi per i contratti stipulati nell’esercizio di un’attività commerciale o per i contratti stipulati nell’esercizio di un’attività organizzata in forma di impresa.
Come già anticipato, dal 2026 se si affitta uno o due appartamenti brevi, è possibile continuare a optare per la cedolare secca:
Mario, privato cittadino, affitta per tutto il 2026 due appartamenti tramite Airbnb.
Scelta del regime
Mario resta sotto la soglia di due immobili e opta per la cedolare secca.
Calcolo dell’imposta
Effetti sul reddito
Versamento
Mario dichiara 30.000 € di affitti brevi, paga 7.300 € di cedolare secca e non modifica il proprio reddito IRPEF né apre partita IVA.
in caso di locazione breve di più stanze all’interno dello stesso immobile, con contratti diversi e a soggetti diversi, non si verifica la presunzione di imprenditorialità. Infatti, la normativa ragiona per immobili e non per stanze o per contratti.
Anche un solo giorno di superamento della soglia dei due appartamenti comporta:
Luca Bianchi nel 2026 affitta tre appartamenti su piattaforme online. Considerato che è stata superata la soglia di due immobili, per tutto l’anno è considerata attività d’impresa, per cui dovrà aprire la partita IVA.
| Nome e cognome | |||
| Codice fiscale | |||
| Annotazioni | |||
| Documentazione allegata | |||
| Tipologia contribuente | Persona fisica | SI | NO |
| Non opera tramite società | SI | NO | |
| Non ha già partita IVA aperta per attività ricettive o simili | SI | NO | |
| Totale unità in locazione breve nel 2026 | 1 - Cedolare secca al 21% | ||
2 - Cedolare secca al 21% e al 26%
|
|||
3 - Attività d’impresa – no cedolare secca
|
|||
| Modalità di incasso e responsabilità degli intermediari | Usa piattaforme (Airbnb, Booking, ecc.) che trattengono il pagamento? | SI | NO |
| Verificare che applichino correttamente la ritenuta del 21% se prevista | SI | NO | |
| Confrontare dati ricevuti (CU, fatture) con quanto dichiarato | SI | NO | |
| Caratteristiche contrattuali | Ogni soggiorno dura meno di 30 giorni consecutivi | SI | NO |
| L’alloggio è destinato ad uso abitativo | SI | NO | |
| Vengono offerti solo servizi strettamente accessori (pulizie, biancheria, utenze, Wi-Fi) | SI | NO | |
| Non vengono forniti servizi tipici di hotel | SI | NO | |
(prezzi IVA esclusa)