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Casi Fiscali

5 giugno 2019
Categorie: Dichiarazione > 730

Visto infedele 730. Responsabilità attenuata solo a partire dal 2019

Autore: Andrea Amantea
esperto risponde dubbio domanda
Domanda- Si chiede di sapere se la nuova norma prevista dal D.L. 4/2019 in materia di visto di conformità infedele sul modello 730, ha effetto retroattivo e dunque trova applicazione anche per le violazioni afferenti l’assistenza fiscale degli anni precedenti al 2019.

Risposta - In base alla nuova formulazione dell’art. 39, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 241 del 1997, operata dall’articolo 7-bis del D.L. 4/2019 , in caso di visto di conformità infedele su una dichiarazione modello 730, il professionista abilitato, il Responsabile dell’Assistenza Fiscale (RAF) e, in solido con quest’ultimo, il CAF, sono tenuti al pagamento di un importo pari al 30% della maggiore imposta riscontrata, sempre che il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente, restando ferma in capo allo stesso soggetto, la verifica residuale del possesso dei requisiti soggettivi che danno diritto a detrazioni e deduzioni di diverso tipo.

Rispetto alla previgente formulazione, con l’intervento del D.L. 4/2019, è carico del contribuente il pagamento delle maggiori imposte e degli interessi dovuti a seguito del controllo formale 36-ter sul modello 730 caratterizzato dall’apposizione di un visto di conformità infedele.

Il contribuente è dunque tenuto a versare le imposte e gli interessi legati ai maggiori imponibili reddituali in evidenza in esito di verifica del visto di conformità infedele legato ai controlli formali sul modello 730.

Venendo al suo quesito, con la circolare n° 12 del 24 maggio 2019 avente ad oggetto “Visto di conformità infedele - Articolo 39, comma 1, lettera a), del d.lgs. n. 241 del 1997” l’Agenzia delle entrate ha individuato nello specifico il termine a partire dal quale trovano applicazione le nuove disposizioni introdotte dal D.L. 4/2019.

In tale documento di prassi, è stato messo in evidenza come la legge di conversione n. 26 del 2019 del decreto-legge n. 4 del 2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 75 del 29 marzo 2019 è entrata in vigore il 30 marzo 2019, giorno successivo a quello della pubblicazione. Anche le disposizioni recate dall’articolo 7-bis (relativo al visto di conformità infedele sul 730) del citato decreto-legge n. 4 del 2019 pre-conversione in legge, in assenza di norme derogatorie specifiche, entrano in vigore il 30 marzo 2019.

Inoltre, il D.L. 4/2019 ha comunque conservato del quadro punitivo precedente a carico di colui che presta assistenza fiscale (imposte, sanzioni e interessi), la sola quota riferibile alla sanzione del 30%, che è rimasta tale anche post D.L. 4/2019; non può dunque trovare applicazione il principio del “favore rei” (art. 3 del D.Lgs. 472/1997) che potenzialmente si sarebbe potuto applicare solo alla quota afferente la sanzione pura e non alla maggiore imposta e agli interessi.

In termini pratici, il nuovo e attenuato impianto sanzionatorio previsto dal D.L. 4/2019 in materia di visto di conformità infedele sul modello 730, si applica all’assistenza fiscale prestata successivamente alla sua entrata in vigore e dunque all’assistenza prestata nel 2019.
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