25 settembre 2025

ETS, al via le domande per il finanziamento di progetti di rilevanza nazionale

Lavoro & Previdenza n. 84 - 2025
Autore: Salvatore Cortese

Premessa

Con D.D. (decreto direttoriale) n. 201 del 16 settembre 2025 è stato adottato l'Avviso n. 2/2025 per il finanziamento di progetti e iniziative di rilevanza nazionale nel Terzo Settore.

Le iniziative e i progetti dovranno essere caratterizzati da attività concrete sul territorio, in almeno 10 regioni, in grado di migliorare il benessere sociale, l'inclusione e la sostenibilità nelle comunità, sulla scorta degli obiettivi generali e le aree prioritarie di intervento.

Per ogni progetto/iniziativa si può richiedere un finanziamento compreso tra 250.000 e 500.000 euro e deve avere una durata compresa tra 12 e 18 mesi.

La procedura di individuazione dei beneficiari si rivolge a Organizzazioni di Volontariato (ODV), Associazioni di Promozione Sociale (APS), Reti associative di cui all’art. 41 del D. Lgs. n. 117/2017 e Fondazioni del Terzo Settore iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) o all’anagrafe delle Onlus, con l'obiettivo di sostenere attività di interesse generale a beneficio della collettività.

Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente online tramite la piattaforma ministeriale fra le 10 del 25 settembre 2025 e le 15 del 28 ottobre 2025.

Per partecipare, i soggetti proponenti devono garantire un cofinanziamento obbligatorio pari al 20% per ODV e APS, mentre le fondazioni dovranno garantire un cofinanziamento del 50%.

Condizionalità per l’ammissione delle iniziative e dei progetti

A pena di inammissibilità della domanda, le iniziative e i progetti da proporre a finanziamento devono prevedere:

  • lo svolgimento di attività di interesse generale in almeno 10 Regioni;
  • una durata minima non inferiore a 12 mesi e non superiore a 18 mesi;
  • un finanziamento da parte del Ministero non inferiore a € 250.000,00 e non superiore a € 500.000,00.

Per “svolgimento di attività di interesse generale” deve intendersi l’effettiva attivazione di interventi sul territorio: tali interventi potranno consistere sia nello svolgimento di specifiche attività progettuali sia nello svolgimento di programmi rientranti nell’ordinaria attività statutaria degli enti proponenti. Non può essere considerata effettiva attivazione di interventi sul territorio la mera diffusione di informazioni o la messa a disposizione di documentazione nei confronti di una molteplicità indeterminata di persone, attraverso campagne radiofoniche o televisive o attraverso un sito internet o un portale digitale.

È, inoltre, previsto che la quota di finanziamento richiesta all’Amministrazione non può superare:

  • l’80% del costo totale dell’iniziativa o progetto, se presentati e realizzati da associazioni di promozione sociale o organizzazioni di volontariato, anche in partenariato tra loro;
  • il 50% del costo totale dell’iniziativa o del progetto, se presentati e realizzati da fondazioni del Terzo settore.

La restante quota del costo complessivo dell’iniziativa o progetto costituisce la quota di cofinanziamento a carico dei soggetti proponenti e deve ammontare almeno al:

  • 20% in caso di associazioni di promozione sociale o organizzazioni di volontariato;
  • 50% in caso di fondazioni del Terzo settore.

In caso di partenariato misto si applica il principio di prevalenza.

Ciò comporta che:

  • se, all’interno del partenariato le fondazioni risultano meno numerose delle organizzazioni di volontariato (ODV) e delle associazioni di promozione sociale (APS), il cofinanziamento è del 20% del costo complessivo dell’iniziativa o progetto;
  • se, al contrario, le fondazioni risultano più numerose, la quota minima di cofinanziamento è del 50%.

Infine, in caso il partenariato risulti equamente composto da ODV/APS e fondazioni, la prevalenza sarà determinata dalla natura giuridica del soggetto capofila. Pertanto:

  • se il capofila è una fondazione, il cofinanziamento minimo è del 50%;
  • se invece è una ODV o una APS, è del 20%.

A pena di inammissibilità della domanda, il costo complessivo del progetto non può superare le entrate dell’ultimo bilancio consuntivo approvato.

Destinatari dei finanziamenti

Ai sensi dell’articolo 72 del Codice, possono proporre iniziative e progetti, singolarmente o in partenariato tra loro:

  1. le organizzazioni di volontariato iscritte al RUNTS;
  2. le associazioni di promozione sociali iscritte al RUNTS;
  3. le fondazioni iscritte al RUNTS;
  4. le fondazioni iscritte all’anagrafe delle ONLUS (art. 11 D.lgs. 460/1997)1;
  5. le Reti, di cui all’articolo 41 del Codice, sia in forma singola, sia in forma associata a condizione che gli associati/aderenti/affiliati indicati come soggetti attuatori dell’iniziativa/progetto risultino iscritti al RUNTS nelle sezioni ODV e APS o siano fondazioni del Terzo settore.

Se la Rete non è iscritta nelle sezioni ODV o APS del RUNTS, la stessa può, comunque, presentare domanda per conto dei propri associati/affiliati/aderenti indicati come soggetti attuatori dell’iniziativa/progetto, purché iscritti nelle suddette sezioni, oppure rivestire la qualità di partner. In tal caso, la Rete non può essere beneficiaria del finanziamento che sarà destinato esclusivamente agli enti aderenti individuati quali soggetti attuatori dell’iniziativa/progetto.

Requisiti di partecipazione

Per poter partecipare all’Avviso, ai soggetti interessati sono richiesti i seguenti requisiti di partecipazione:

  • l’insussistenza di cause di divieto, sospensione o decadenza (art. 67 D.Lgs. n. 159/2011) a carico del legale rappresentante e degli amministratori;
  • l’assenza di carichi pendenti e condanne penali per le ipotesi di reato indicate nell’art. 94 D.lgs. n. 36/2023);
  • l’essere in regola con gli obblighi di legge in materia previdenziale e assistenziale a favore dei lavoratori;
  • l’essere in regola con gli obblighi di natura fiscale.

I suddetti requisiti soggettivi, a pena di inammissibilità della domanda, devono essere posseduti da tutti i soggetti attuatori (proponente/partner/associati/affiliati/aderenti) sin dal momento di presentazione della domanda e devono permanere per l’intera durata dell’iniziativa o del progetto. La perdita anche di un requisito soggettivo di partecipazione in capo ad uno qualsiasi dei soggetti sopra indicati, comporta l’immediata decadenza dal beneficio e la revoca del finanziamento eventualmente già concesso.

I requisiti sono autocertificati mediante compilazione dell’apposita modulistica.

Spese ammissibili, limiti e spese non ammissibili

Sono considerate ammissibili:

  • le spese per il personale addetto alla rendicontazione (macro-voce C – Segreteria, coordinamento e monitoraggio), anche se sostenute dopo la chiusura delle attività, purché quietanzate entro la data di presentazione del rendiconto e strettamente riferite alla fase di chiusura;
  • le spese relative ai premi delle fideiussioni (obbligatorie a garanzia dell’anticipo percepito, pari all’80% del finanziamento ministeriale concesso per l’iniziativa o per il progetto) anche se coprono un periodo successivo alla conclusione delle attività (comunque non oltre il 31 dicembre 2028), a condizione che siano state effettivamente sostenute prima della chiusura delle attività;
  • i costi di progettazione (massimo 5% del costo totale), anche se sostenuti prima dell’avvio delle attività, purché a partire dalla data di pubblicazione dell’Avviso;
  • le spese generali di funzionamento non direttamente imputabili purché documentabili e correttamente allocate sulla base di criteri di equità e proporzionalità;
  • le spese relative ad adeguamento, acquisto o noleggio di autoveicoli e macchinari industriali o agricoli, purché direttamente collegati alle attività progettuali.

A pena di inammissibilità della domanda, le singole voci di spesa non devono superare i seguenti limiti percentuali:

  • i costi per segreteria, coordinamento e monitoraggio non possono superare complessivamente il 10% del costo totale dell’iniziativa o del progetto;
  • i costi di affidamento a terzi di specifiche attività non possono eccedere il 30% del costo totale;
  • i costi di progettazione non possono superare il 5% del costo totale;
  • le spese generali di funzionamento non direttamente imputabili alle attività progettuali non possono eccedere il 10% del costo complessivo.

Diversamente, non possono essere ammesse a rimborso le seguenti spese:

  • attività promozionali non direttamente connesse al progetto;
  • acquisto di riviste, periodici e pubblicazioni non pertinenti alle attività finanziate;
  • ristrutturazione o acquisto di beni immobili;
  • organizzazione o partecipazione ad appuntamenti istituzionali (congressi, raduni, convegni, ecc.) non strettamente collegati al progetto;
  • seminari e convegni non inclusi nei formulari approvati dal Ministero;
  • qualsiasi altra spesa non strettamente finalizzata alla realizzazione dell’iniziativa o progetto.

Modalità di presentazione della domanda e modulistica

La domanda deve essere presentata esclusivamente in formato digitale utilizzando la modulistica predisposta dall’Amministrazione (vedi Allegati), tramite la Piattaforma telematica del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, accessibile tramite SPID previa registrazione.

La modulistica comprende:

  • Modello A – Domanda di ammissione al finanziamento
  • Modello A1 – Dichiarazione di partecipazione al partenariato
  • Modello A2 – Dichiarazione della Rete sugli associati/affiliati
  • Modello A3 – Dichiarazione di collaborazione
  • Modello B – Dichiarazioni sostitutive ex articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000
  • Modello C – Scheda anagrafica del soggetto proponente e degli eventuali partner
  • Modello D – Scheda della proposta
  • Modello E – Piano finanziario
  • Modello F – Piano di monitoraggio e valutazione d’impatto sociale (VIS)

A tal proposito, si fa presente che la modulistica varia a seconda della composizione del soggetto proponente.

In particolare:

  • Proponente singolo - presentazione del Modello A da parte del legale rappresentante dell’ente proponente;
  • Proponente in partenariato - presentazione del Modello A da parte del legale rappresentante dell’ente capofila accompagnata dalla dichiarazione dei legali rappresentanti di ciascun partner, resa tramite Modello A1, con cui si attesta la volontà di partecipare;
  • Reti associative proponenti - presentazione del Modello A da parte del legale rappresentante della rete, accompagnata dall’elenco degli enti associati/affiliati coinvolti, tramite Modello A2. Nel caso in cui la Rete sia partener deve compilare solo il Modello A2;
  • Collaborazioni gratuite (che prevedono il coinvolgimento di soggetti pubblici o privati, inclusi quelli non appartenenti al Terzo Settore) - utilizzo aggiuntivo del Modello A3 a firma del legale rappresentante dell’ente che collabora.

La domanda deve, inoltre, essere corredata dai seguenti documenti:

  • Modello B (in caso di partenariato), contenente le dichiarazioni sostitutive rese dai parners, ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. n. 445/2000;
  • Modello C, da compilare a cura dal proponente e da ciascun partner;
  • Modello D, da compilare a cura del proponente o capofila in coerenza con l’Allegato 1, che riporta obiettivi generali, aree prioritarie e linee di attività;
  • Modello E, compilato a cura del proponente;
  • Modello F, prodotto a cura del proponente tramite l’applicativo “Impact Call”, durante l’intera durata dei termini di presentazione delle domande.

Le Fondazioni iscritte all’anagrafe onlus e non ancora iscritte al RUNTS, devono produrre altresì, copia dello statuto aggiornato e dell’ultimo bilancio approvato o, in alternativa, indicare, all’interno della domanda di partecipazione, la URL del sito istituzionale dove tali documenti sono pubblicati. Tutta la documentazione prodotta deve essere in formato digitale aperto (.xls e .pdf non scannerizzato) e deve essere caricata sulla Piattaforma.

Termini di presentazione della domanda

L’accesso alla Piattaforma ministeriale, per la presentazione della domanda di partecipazione, e l’accesso al portale Open Impact, per la compilazione del Modello F (VIS), saranno possibili a partire dalle ore 10:00 del 25 settembre 2025 con scadenza alle ore 15:00 del 28 ottobre 2025.

Il termine per la presentazione delle domande è perentorio: oltre la scadenza prevista, il sistema respingerà automaticamente l’istanza. L’Amministrazione si riserva tuttavia la facoltà di modificare i termini di presentazione qualora ciò si renda necessario per esigenze tecniche impreviste o sopravvenute, connesse al corretto funzionamento della Piattaforma e del portale, dandone adeguata pubblicità.

Al termine dell’invio, la Piattaforma ministeriale rilascia una ricevuta con il numero di protocollo contenente la data, l’ora e il numero identificativo della domanda.

Il rischio del mancato invio della domanda entro i termini stabiliti è a carico esclusivo del richiedente, il quale ha l’onere, in caso di riscontrate difficoltà nell’invio della domanda, di ricorrere tempestivamente al servizio di assistenza tecnica.

Per rivolgere richieste di chiarimenti sull’uso della Piattaforma ministeriale, o sulle norme contenute nell’Avviso è possibile richiedere supporto compilando l’apposito form, specificando uno dei seguenti riferimenti:

  • Categoria: Terzo settore
  • Sottocategorie: ETS Avviso 2-2025
  • Tipo Ticket: quesiti normativi; quesiti tecnici

Le richieste di chiarimenti normativi possono essere rivolte fino a sette giorni prima della scadenza del termine previsto per l’invio delle proposte.

Per ricevere assistenza tecnica inerente all’accesso, alla compilazione, all’inoltro della domanda e ad ogni altra problematica connessa all’utilizzo della Piattaforma ministeriale, gli enti interessati devono procedere all’apertura del ticket di assistenza secondo le modalità sopra richiamate.

Per esigenze di assistenza tecnica relative al portale Open Impact (VIS) è possibile rivolgersi a Open Impact all’indirizzo e-mail: supporto@openimpact.it.

Eventuali richieste pervenute con altre modalità non saranno prese in considerazione.

Modalità di erogazione del finanziamento

Il finanziamento pubblico sarà erogato in due distinte quote:

1una prima quota, a titolo di anticipo, nella misura del 80% del finanziamento concesso, a seguito della comunicazione di avvio delle attività e previa presentazione della richiesta di anticipo corredata da idonea garanzia fideiussoria;
2un’ultima quota, pari al 20%, a titolo di saldo a seguito dell’esito positivo della verifica amministrativo-contabile effettuata sulla rendicontazione presentata.

Il pagamento sarà effettuato a mezzo bonifico bancario sul conto corrente dedicato comunicato dal soggetto beneficiario.

L’erogazione del finanziamento è, altresì, subordinata:

1all’accertamento della regolarità contributiva, attestata dal D.U.R.C. (Documento Unico Regolarità Contributiva);
2alla verifica telematica, presso Agenzia delle Entrate-Riscossione, circa l’insussistenza, in capo al beneficiario del pagamento, di eventuali inadempimenti all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento.

Fideiussione

I soggetti beneficiari dei finanziamenti devono, come detto, stipulare apposita fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia dell’anticipo percepito, pari all’80% del finanziamento ministeriale concesso per l’iniziativa o per il progetto.

La fideiussione dovrà:

  • essere presentata contestualmente alla richiesta di contributo, secondo il modello predisposto dall’Amministrazione e pubblicato sul sito internet:
  • essere obbligatoriamente rilasciata da imprese bancarie o assicurative che rispondano ai requisiti di solvibilità previsti dalle leggi che ne disciplinano le rispettive attività o da intermediari finanziari iscritti all’albo di cui all’articolo 106 del D. Lgs. n. 385/1993 e s.m.i., che svolgono in via esclusiva o prevalente attività di rilascio di garanzie e che sono sottoposti a revisione contabile da parte di una società di revisione iscritta nell’albo previsto dall’articolo 161 D. Lgs n. 58/1998 e s.m.i., e che abbiano i requisiti minimi di solvibilità richiesti dalla vigente normativa bancaria o assicurativa;
  • contenere la clausola della rinuncia alla preventiva escussione del debitore principale di cui all’articolo 1944, secondo comma, del Codice civile e la clausola del pagamento a semplice richiesta scritta da parte del Ministero che rilevi a carico dell’associazione inadempienze nella realizzazione del programma di attività o rilevi che alcune spese non sono giustificate correttamente sulla base della documentazione di spesa prodotta;
  • essere valida ed efficace per tutto il periodo di realizzazione dell’iniziativa o progetto e fino al 31 dicembre 2028 e contenere l’esplicita dichiarazione della permanenza della sua validità, in deroga all’articolo 1957 del Codice civile, fino a conclusione della verifica amministrativo-contabile di cui al paragrafo 18 e comunque fino al rilascio di apposita dichiarazione di svincolo in forma scritta da parte di questa Amministrazione;
  • in caso di stipula con un garante estero, lo stesso deve essere in regola con gli adempimenti e le disposizioni previste in materia di legalizzazione di documenti prodotti all’estero e presentati alle Pubbliche Amministrazioni (art. 33 del D.P.R. n. 445/2000 s.m.i.).

Avvio attività entro 15 giorni

L’avvio delle attività deve avvenire, pena la revoca del finanziamento, entro 15 giorni dal ricevimento da parte del proponente della convenzione sottoscritta con il Ministero ed essere comunicato al seguente indirizzo di posta elettronica: dgterzosettore.div3@pec.lavoro.gov.it.

Obbligo di pubblicità e controlli

L’ente beneficiario del finanziamento è tenuto:

  • a citare esplicitamente, in tutto il materiale predisposto per la promozione e la realizzazione dell’iniziativa o del progetto (ad esempio materiale pubblicitario, gadget, pubblicazioni sul sito web, ecc.), che l’intervento è stato realizzato con il finanziamento ministeriale concesso per l’anno 2025 ai sensi dell’articolo 72, primo comma, del D.lgs. n. 117/2017 e s.m.i.;
  • a inoltrare al MLPS la richiesta di autorizzazione all’utilizzo del logo, firmata dal legale rappresentante e corredata dalle bozze dei materiali promozionali sui quali si intende apporre il logo.

Inoltre, sposto che le iniziative e i progetti saranno oggetto di monitoraggio semestrale e finale, ciascun ente beneficiario del finanziamento dovrà:

  • entro 30 giorni dalla scadenza di ciascun semestre, trasmettere all’Amministrazione una relazione sullo stato di avanzamento del progetto con i rendiconti delle spese sostenute nel medesimo periodo;
  • entro 30 giorni dalla scadenza del secondo semestre, inserire nella Piattaforma VIS i dati relativi al monitoraggio, i quali dovranno essere documentati anche attraverso la reportistica prodotta dall’ente, integrata, se necessario, da ulteriori evidenze quali questionari, registri interni, banche dati amministrative o indicatori statistici ufficiali, e ogni altro documento relativo alla VIS in coerenza con quanto previsto dal Piano di monitoraggio e valutazione di impatto;
  • entro 60 giorni dalla chiusura dell’iniziativa o progetto, trasmettere all’indirizzo pec dgterzosettore.div3@pec.lavoro.gov.it la relazione finale sul completamento delle attività previste con l’indicazione dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi programmati, nonché il rendiconto finale delle spese sostenute nell’intero periodo, redatto coerentemente all’impostazione del piano finanziario, distinto per macro-voce di spesa.

Entro lo stesso termine (60 gg), gli enti dovranno trasmettere, al medesimo indirizzo pec, il report della valutazione di impatto sociale. Detto report sarà generato dalla Piattaforma VIS, dopo l’inserimento nella stessa dei dati relativi al monitoraggio finale del progetto/iniziativa, sulla scorta di quanto già inserito in sede di monitoraggio intermedio, in coerenza con quanto previsto dal Piano di monitoraggio e valutazione di impatto.

Riferimenti normativi

L’esperto risponde…

Quesito n. 1

Una cooperativa sociale iscritta al Runts può partecipare come ente proponente o partner di progetto/iniziativa?

Risposta

No. Come previsto al par. 4 dell’Avviso n. 2/2025, possono partecipare: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore, iscritte nel RUNTS, singolarmente o in partenariato tra loro, anche attraverso le reti associative iscritte nell’apposita sezione del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS). Possono partecipare, inoltre, le fondazioni iscritte all’anagrafe delle ONLUS.

Quesito n. 2

È possibile includere i costi per la progettazione tra le spese ammissibili? Se sì, entro quale limite?

Risposta

Sì. I costi di progettazione sono spese ammissibili anche se sostenuti prima dell’avvio del progetto, purché dopo la pubblicazione dell’Avviso. Tuttavia, non possono superare il 5% del costo complessivo dell’iniziativa.

Ad esempio, su un progetto da 300.000 euro, i costi di progettazione non possono superare 15.000 euro.

Quesito n. 3

Se una APS (Associazione di Promozione Sociale) propone un progetto da 400.000 euro, quanto deve garantire come cofinanziamento minimo?

Risposta

Le APS devono garantire un cofinanziamento pari al 20% del costo totale del progetto.
pertanto, nel caso di un progetto da 400.000 euro, il finanziamento ministeriale richiesto potrà  coprire al massimo 320.000 euro e l’Associazione dovrà cofinanziare il progetto per un importo pari a 80.000 euro.

Caso pratico

Ente capofila

APS iscritta al RUNTS – sede in Toscana.

Partner

  1. APS regione Lazio
  2. ODV regione Sicilia
  3. Fondazione regione Lombardia

Obiettivo del progetto

Creare orti urbani in 10 regioni, coinvolgendo giovani e migranti in percorsi di inclusione, formazione e volontariato ambientale.

Dati chiave

  • Durata: 14 mesi
  • Regioni coinvolte: 11
  • Costo totale: 350.000 euro
  • Finanziamento richiesto: 280.000 euro
  • Cofinanziamento: 70.000 euro (20%) → Cofinanziamento corretto: prevalgono APS/ODV

Documentazione presentata

  • Modelli A, A1, B, C, D, E, F
  • Fideiussione per l’80% dell’importo
  • Tutti i file in formato digitale aperto (.xls e .pdf non scannerizzato)

Spese principali

  • Formazione e laboratori: 90.000 euro
  • Attrezzature per orti: 40.000 euro
  • Coordinamento e segreteria: 30.000 euro
  • Spese generali: 25.000 euro → Tutto nei limiti previsti

Esito atteso

Progetto ammissibile: rispetta requisiti formali, tecnici ed economici.

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