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POS collegato all'RT, una piadineria classica con registratore telematico e POS cosa deve fare?
Per una piadineria che lavora soprattutto con corrispettivi, quindi con emissione del documento commerciale tramite RT o Documento commerciale on line, il 2026 segna un cambio di paradigma. Con il nuovo obbligo di abbinamento POS-RT, non si tratta solo di avere il POS, ma di far dialogare in modo tracciabile l’incasso elettronico con la certificazione fiscale.
La cornice è quella introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e attuata dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 31 ottobre 2025, che impone che lo strumento di pagamento elettronico sia collegato allo strumento di certificazione dei corrispettivi tramite funzionalità web nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi, cioè con un collegamento logico censito a sistema.
Nel caso concreto della piadineria non va prestata attenzione solo sull’adempimento una tantum del collegamento. Il provvedimento ribadisce un passaggio che molti hanno sottovalutato negli anni: la memorizzazione puntuale dei dati dei pagamenti elettronici deve avvenire al momento della registrazione dell’operazione, quindi quando si emette lo scontrino o documento commerciale, riportando nel documento stesso la forma di pagamento utilizzata e il relativo ammontare. Poi quei dati viaggiano verso l’Agenzia in forma aggregata su base giornaliera, insieme ai flussi dei corrispettivi telematici.
La “causale", diciamo così, che l’addetto seleziona sul RT - e cioè contanti, carta o app - non è più un dettaglio gestionale, ma diventa proprio la chiave per rendere coerenti, e quindi spiegabili, gli scostamenti tra corrispettivi e flussi POS in un contesto in cui l’abbinamento è strutturale.
Facciamo un esempio pratico relativo a una piadineria in semplificata.
Giorno 1: piadina da 10 euro pagata in contanti, scontrino con modalità “contanti”, POS fermo. A fine giornata corrispettivi 10, incassi POS 0: la differenza è fisiologica e documentata dall’informazione “contanti” impressa a monte.
Giorno 2: stessa vendita da 10, pagamento con carta, scontrino “carta”, POS registra 10: qui corrispettivi 10 e flusso POS 10 si allineano naturalmente.
Dal 2026, con la prospettiva di riconciliazioni sempre più automatizzate, anche solo interne, lato studio/cliente, o lato intermediari finanziari, l’errore tipico del passato di battere contanti per fretta quando il cliente paga con carta, o usare in modo promiscuo un’impostazione “contanti/carta” senza presidio, non produce solo disordine contabile ma genera un disallineamento strutturale tra pagamenti elettronici memorizzati e transazioni effettive. Questo è molto difficile da ricostruire ex post perché ciò che arriva all’Agenzia è quotidianamente aggregato e la prova operativa nasce solo dall’imputazione corretta al momento dell’emissione.
In più, l’attenzione si sposta inevitabilmente anche sul profilo sanzionatorio. L’errata indicazione della modalità di incasso sul documento commerciale rileva ai fini delle violazioni sanzionabili in materia di corrispettivi. In una piadineria, dove i volumi di scontrini sono alti e le combinazioni cassa + POS + app sono quotidiane, la vera compliance non è avere i dispositivi, ma far sì che ogni documento commerciale dica la verità sul come si è incassato, perché è in quel momento, cioè quando avviene la registrazione, che si forma il dato destinato a diventare incrociabile.