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Via libera del Consiglio dei ministri all’esenzione dal bollo per le auto di piccola e media potenza e per i motoveicoli. La misura è contenuta nel decreto-legge approvato il 16 settembre 2026, che interviene anche sul caro carburanti e sulla proroga del taglio delle accise sul gasolio.
La novità interessa una platea molto ampia, ma con alcuni limiti precisi. L’esenzione è infatti riconosciuta alle persone fisiche per un solo veicolo regolarmente assicurato. Per le autovetture è inoltre prevista una soglia massima di 80 kW, pari a circa 109 cavalli. Secondo le stime diffuse, la misura dovrebbe interessare oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione.
Un aspetto merita particolare attenzione: l’agevolazione riguarda i versamenti della tassa automobilistica e della tassa di circolazione il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027; anche se l'intenzione del Governo sarebbe quella di renderla strutturale con la prossima Manovra. Pertanto, le scadenze del 2026 continuano a seguire le regole attualmente in vigore.
Per le autovetture il beneficio riguarda, secondo il testo approvato dal Governo, i veicoli alimentati a benzina o gasolio, anche quando tali alimentazioni sono abbinate a un’altra fonte di propulsione, con una potenza non superiore a 80 kW. Possono quindi rientrare anche alcune vetture ibride, purché rispettino il limite di potenza previsto dalla norma.
Non sono previsti, invece, limiti legati al reddito o all’ISEE. Il requisito riguarda il veicolo e il soggetto che deve pagare la tassa. Il mezzo deve inoltre essere regolarmente assicurato e il beneficio è riservato alle persone fisiche. Ne restano quindi fuori, in base alla formulazione resa nota, i veicoli intestati a società.
Il limite più importante riguarda il numero di veicoli agevolabili. Ogni persona fisica può beneficiare dell’esenzione per un solo mezzo, anche quando possiede più veicoli che rispettano i requisiti.
In presenza di più autovetture con potenza non superiore a 80 kW, il beneficio viene attribuito al veicolo con la potenza più bassa. Se le auto hanno la stessa potenza, rileva quella per la quale sarebbe dovuto il bollo di importo inferiore. Di conseguenza, l’esenzione non può essere utilizzata contemporaneamente su due auto appartenenti alla stessa persona.
Regole in parte diverse sono previste per motocicli e ciclomotori. In questo caso non opera il limite degli 80 kWprevisto per le autovetture.
L’esenzione interessa i mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con un’altra fonte di propulsione, ma è subordinata al limite generale di un solo veicolo agevolato.
In particolare, secondo la formulazione attualmente disponibile, l’esenzione per il motociclo o il ciclomotore spetta quando il proprietario non risulta già tenuto al pagamento del bollo per un’autovettura agevolabile, cioè con potenza non superiore a 80 kW. In presenza sia di un’auto che rientra nel beneficio sia di una moto, viene quindi data priorità all’autovettura.
In conferenza stampa il Governo ha presentato l’abolizione del bollo come un intervento destinato a diventare strutturale, con l’obiettivo di alleggerire i costi legati alla mobilità.
Per il momento, tuttavia, il decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri limita l’esenzione al 2027. In particolare, il beneficio riguarda i versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
La misura dovrebbe poi essere confermata anche per gli anni successivi. Fonti di Palazzo Chigi hanno infatti precisato che l’abolizione del bollo sarà resa strutturale con la prossima Legge di Bilancio.
Il decreto prevede inoltre risorse per compensare le Regioni della perdita di gettito. Per il 2027 sono previsti trasferimenti per circa 2,29 miliardi di euro, a fronte di un costo complessivo della misura stimato in circa 2,36 miliardi.
Per i contribuenti, quindi, il dato da verificare è innanzitutto la scadenza ordinaria del bollo: se ricade nel 2027 e risultano rispettati gli altri requisiti previsti, il veicolo potrà beneficiare dell’esenzione. Per gli anni successivi, invece, sarà necessario attendere l’intervento della prossima Legge di Bilancio.