5 marzo 2026

Carta d’identità “a vita” per gli over 70, cosa cambia con il nuovo decreto PNRR

Il nuovo decreto PNRR introduce la CIE con validità fino a 50 anni: niente più rinnovo ogni dieci anni, ma restano alcune regole da conoscere per viaggi e servizi digitali.

Autore: Chiara Aiello

Una carta d’identità che, di fatto, non dovrà più essere rinnovata. È questa la principale novità contenuta nel nuovo decreto di semplificazione collegato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che introduce la cosiddetta Carta d’Identità Elettronica “a vita” per i cittadini con più di 70 anni. Il provvedimento, inserito tra le misure di semplificazione a favore di cittadini e consumatori, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e ora dovrà passare all’esame del Parlamento per la conversione definitiva in legge.

Niente più rinnovo ogni dieci anni

La novità riguarda la Carta d’Identità Elettronica rilasciata ai cittadini che hanno già compiuto 70 anni al momento della richiesta. Per i soggetti che rientrano in questa fascia di età il documento non avrà più la tradizionale scadenza decennale prevista attualmente.

Il decreto stabilisce infatti che la CIE avrà una durata di validità pari a cinquanta anni.  Parliamo di un periodo che, nella pratica, elimina quasi completamente la necessità di rinnovo per la maggior parte degli interessati.

La scelta nasce principalmente da esigenze di semplificazione amministrativa. Molti cittadini anziani incontrano infatti difficoltà negli spostamenti o nelle procedure burocratiche.

La nuova durata si applicherà alle carte d’identità elettroniche rilasciate a partire dal 30 luglio 2026.

Documento valido anche per l’espatrio

Nonostante la durata molto più lunga, la carta manterrà tutte le funzioni dell’attuale documento elettronico. Questo significa che continuerà a essere un documento valido per l’identificazione personale e per l’accesso a numerosi servizi pubblici e privati.

Inoltre, la CIE rilasciata agli over 70 resterà utilizzabile anche per l’espatrio, esattamente come le carte d’identità elettroniche attualmente in uso. I cittadini potranno quindi utilizzarla per viaggiare nei Paesi in cui la carta d’identità è accettata come documento di ingresso, senza necessità di passaporto.

Il documento continuerà inoltre a essere impiegato per tutte le operazioni che richiedono un documento di identità valido, come procedure amministrative, verifiche anagrafiche o accesso a servizi pubblici.

Possibile comunque il rinnovo dopo dieci anni

Nonostante la validità cinquantennale, i cittadini potranno comunque richiedere il rinnovo della carta dopo dieci anni dal rilascio.

L’operazione non sarà obbligatoria e non riguarderà la validità del documento, ma servirà esclusivamente per aggiornare il certificato di autenticazione digitale della Carta d’Identità Elettronica.

Il certificato digitale è utilizzato per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione dato che i sistemi di sicurezza e le tecnologie informatiche possono essere aggiornati.

Chi ha diritto alla carta d’identità “a vita”

Il provvedimento stabilisce in modo netto chi potrà beneficiare della nuova durata del documento.

La carta d’identità con validità di cinquanta anni sarà rilasciata solo ai cittadini che hanno già compiuto 70 anni al momento della richiesta e che presentano domanda a partire dal 30 luglio 2026.

Questo significa che la norma non ha effetto retroattivo. Le carte d’identità elettroniche già rilasciate prima di quella data continueranno infatti ad avere la durata ordinaria di dieci anni.

Alla scadenza del documento sarà quindi necessario richiedere una nuova carta d’identità per mantenerla valida ai fini dell’espatrio o per l’utilizzo nei servizi digitali, nel rispetto delle normative europee che regolano i documenti di identificazione.

Le altre novità del decreto

La carta d’identità “a vita” non è l’unica misura prevista dal decreto di semplificazione collegato al PNRR. Nel provvedimento sono presenti anche altre novità pensate per ridurre gli adempimenti burocratici per cittadini e imprese:

  • l’introduzione della tessera elettorale in formato digitale
  • l’eliminazione dell’obbligo di conservare per dieci anni le ricevute cartacee rilasciate dai terminali Pos in caso di pagamento elettronico.
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