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Economia & Società

15 febbraio 2021

Riders: ancora un rigetto

Autore: Marcella Loporchio
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Torniamo a parlare dei riders, l’ultima volta avevamo sottolineato come la questione si alquanto dibattuta con da un lato una corrente, alla quale ha appena aderito Just Eat che punta alla regolarizzazione dei contratti attraverso il contratto di Delivery Scoober (attivo già in altre parti del mondo); dall’altra gli aderenti ad Assodelivery che aderiscono al CCNL sottoscritto con UGL il 16 Settembre 2020 che prevede una maggiore flessibilità nel contratto.

Nel mezzo una serie di sentenze che hanno ribadito il caos presente e la necessità di una regolamentazione chiara, garantista dei diritti minimi dei lavoratori oltre che una spaccatura tra i sindacati maggiormente rappresentativi (Cgil, Cisl e Uil) e la Ugl, che pur non rappresentando la maggioranza dei rider si è fatta promotore di un CCNL specifico.

La sentenza del tribunale di Firenze, del 9 Febbraio 2021 ha ribadito che i rider “in forza alla piattaforma di food delivery sono lavoratori autonomi perché possono decidere se e quando lavorare, senza doversi giustificare" per cui "non trova applicazione l'art. 28 della legge n. 300 del 1970".In questo modo ha respinto le richieste presentate da Nidil-Cgil, Filt–Cgil e Filcams- Cgil che volevano fossero annullati i contratti individuali sottoscritti da Deliveroo Italia.

Logicamente i risvolti che si aprono ora sono tanti:
  1. da un lato Deliveroo che porta a casa un ottimo risultato, ribadendo la legittimità del modello del CCNL Rider adottato pur accogliendo le aree di miglioramento indicate, in modo da rendere maggiori le tutele in ottica di “continuare a sviluppare le relazioni istituzionali e industriali con il Governo, il Parlamento, le parti sociali, per illustrare le caratteristiche del nostro settore, nonché ciò che conta di più per i nostri rider”. Come afferma Sarzana, General Manager di Deliveroo;
  2. dall’altro Cgil e Uil ribadiscono che l'ordinanza "non entra nel merito della qualificazione dei rapporti di lavoro, non si esprime sulla qualità dell'accordo sottoscritto da Assodelivery e Ugl, né tantomeno entra nel merito del comportamento antisindacale", per cui proprio questa sentenza porterà ad ulteriori azioni sindacali e trattative con il Ministero del Lavoro e del Governo al fine di garantire pienamente tutelati i diritti dei ciclofattorini.

La situazione è sicuramente in divenire e Just Eat, come già anticipato, si è portata avanti stabilendo che da Marzo i suoi ciclofattorini oltre ad avere nelle grandi città la possibilità di un HUB dove poter anche socializzare (quando la sicurezza lo permetterà) avranno un sistema di tutele, come descritto nel Contratto Delivery Scoober, per il quale sarà possibile mantenere la flessibilità tipica dell’attività lavorativa, scegliendo tra il part time o il full time, e sarà introdotta una paga oraria che corrisponderà all’intero turno e non in relazione alle singole consegne. In questo caso verrà previsto un bonus ulteriore che verrà erogato seguendo delle linee chiare e condivise. A corollario la fornitura di dispositivi di sicurezza, indumenti brandizzati e zaini per essere facilmente identificabili.

Di sicuro la questione non si chiude qui e lo scenario che si prospetta porta inevitabilmente, ad uno scenario diviso tra tutele da garantire insieme a libertà derivanti dalla tipologia di lavoro, nel mezzo i ciclofattorini per i quali sarebbe il caso di fare chiarezza.
 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata

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