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Economia & Società

3 giugno 2021

Tassa minima sulle multinazionali: il possibile guadagno dell'Unione Europea

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Non c’è ancora un accordo a livello internazionale per la tassa minima globale sulle multinazionali, la quale, è fortemente sostenuta dal Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e dalla segretaria al Tesoro Janet Yellen. Pur non essendoci ancora una decisione definitiva, possiamo chiederci: quanto guadagnerebbero i Paesi dell’Unione europea da questa tassa?

La risposta alla questione è posta direttamente dall’Osservatorio fiscale europeo, attraverso uno studio che stima la quantità di entrate fiscali che l’Unione europea potrebbe raccogliere imponendo un’imposta minima sugli utili delle multinazionali. I numeri sono basati su un’aliquota del 15%, del 21% e del 25%.

In primo luogo, ricordiamo che l’idea di una tassa minima globale sulle multinazionali è stata introdotta dal segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen. Lo scopo principale è quello di rendere più equa la tassazione a livello mondiale, bloccando così la corsa al ribasso dei vari Paesi per attirare maggiori compagnie internazionali all’interno del proprio territorio.

Basandoci sulle tre aliquote suesposte, secondo quanto riportato dal Report, un accordo internazionale su un’aliquota minima del 25% consentirebbe all’Unione europea di aumentare il proprio gettito fiscale di 170 miliardi nel 2021, con un’aliquota del 21% aumenterebbe di 100 miliardi, e infine con un’aliquota del 15% il gettito fiscale continentale vedrebbe un incremento di 50 miliardi.

In uno scenario non più generale, come quello europeo, ma più interno alla nostra Nazione, secondo i calcoli riportati, con un’aliquota del 15, 21 e 25 per cento, il gettito fiscale nazionale incrementerebbe, rispettivamente, di 2,7 miliardi, 7,6 miliardi e 11 miliardi.

Come abbiamo già visto, non vi è ancora alcuna certezza sull’implementazione della tassa minima sulle multinazionali ma, attualmente, è possibile prevedere in Europa tre possibili scenari futuri:
  • pieno coordinamento internazionale;
  • coordinamento imperfetto;
  • scenario unilaterale.

Se venisse raggiunto l’accordo, la nuova tassazione riguarderebbe tutte le multinazionali che, in proporzione ai loro guadagni, avrebbero pagato pochissime tasse fino ad ora, decidendo consapevolmente di aprire i loro uffici in Paesi con una tassazione minima. Si pensi, per esempio, ad Amazon. Il colosso americano, in Europa, ha sede a Lussemburgo, considerato da sempre uno dei “paradisi fiscali” europei.
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