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La conferma - Nella categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili c’è grande attesa per l’incontro di domani, 7 maggio, che vedrà confrontarsi più di settanta presidenti e vicepresidenti. L’evento, promosso e sostenuto da questo quotidiano che ha abbracciato le proposte di alcuni Ordini territoriali, si svolgerà a partire dalle ore 14 presso l’Una Hotel di Roma. L’Assemblea si propone quale unica occasione per costituire un tavolo di dialogo che possa ridare fiducia e speranza alla categoria, vittima di non pochi soprusi perpetrati nell’ultimo anno. Domani sarà il giorno in cui si getteranno le basi per una soluzione che permetterà l’uscita dalla fase di stallo, senza dover attendere che decisioni esterne alla professione dilatino ulteriormente i tempi. Queste sono quindi le premesse di un incontro sul quale in molti hanno puntato e al quale la ‘base’ ha demandato il compito di sciogliere i nodi.
Le ragioni - Come più volte sottolineato nei giorni scorsi, nessun interesse personale muove questo quotidiano né il suo direttore, tant’è che l’appoggio a una simile iniziativa è nato in maniera naturale, dettato dall’amore per la categoria e da un senso di appartenenza che travalica ogni possibile ambizione, se mai ve ne fossero state. Si è trattato di un sostegno incoraggiato e avallato dal calore dei lettori (che sono anche colleghi) che vivono quotidianamente le difficoltà causate dall’assenza di governance e da una stabilità che risulta precaria ormai da quasi un anno. Se non si credesse veramente che l’incontro di domani possa tracciare una strada percorribile in maniera unitaria, allora è molto probabile che nulla si sarebbe fatto per promuovere l’iniziativa. Al contrario si è creduto fin da subito nella valenza rigeneratrice di un’Assemblea di presidenti e vicepresidenti, tant’è che si è fatto di tutto per dar voce all’evento e sensibilizzare sia la base che i rappresentanti a una partecipazione non solo concreta, quanto anche ideologica.
I tentativi di boicottaggio - Tali sono quindi le ragioni che non consentono di accettare i subdoli tentativi di boicottaggio. Chiunque, apertamente o in maniera nascosta, abbia deciso di mettere il bastone fra le ruote alla categoria ‘sana’ che vuole riemergere dalle macerie, è da considerare un nemico della professione, un nemico dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. L’incontro di domani 7 maggio si basa sulla spirito del confronto, mentre il boicottaggio è fondato sul gesto folle e deplorevole di quanti, ‘armati’ di sms o di email, hanno più a cuore le proprie poltrone che il futuro della categoria.